Rinaldi: «Bonacini era ok, ma Casari scelse Caliendo»
L’ex presidente rivela: «Io e Grana incontrammo Mister Gaudì: la seconda offerta era stata accettata dai soci di Ghirlandina. Roberto decise da solo contro tutti»
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Cos’è realmente successo da Usco in quella riunione di Ghirlandina Sport che consegnò il Modena a Caliendo? La proposta di Bonacini era indecente o Roberto Casari aveva già scelto Caliendo? Abbiamo spesso raccontato la dinamica di quel giorno, ma oggi la parola la diamo a Maurizio Rinaldi, l’ex presidente del Modena, l’uomo che assieme a Casari condusse Cpl verso l’acquisto del club canarino rilevandolo da Romano Amadei. Lui era dentro quella stanza.
Rinaldi ha rivestito la carica di presidente, rimanendo in carica anche dopo l’avvento di Caliendo. Per poco, però, perchè Maurizio Rinaldi era scomodo e aveva intuito tante cose. Ma da lui, per la prima volta, ci facciamo raccontare come andò quella riunione da Usco quando Casari scelse Caliendo contro tutti, sfasciando Ghirlandina Sport (Pietro Ferrari, Gianlauro Morselli, Paolo e Massimo Galassini, Gino Gibertini, Wainer Manfredini, oltre a Modena nel Cuore e Mivebo) e creando le premesse per la distruzione del Modena.
«Nel mese di giugno 2012, quando ero presidente del Modena - rivela Maurizio Rinaldi - sono stato incaricato da Cpl, insieme all'avvocato Grana, di trovare un acquirente per il Modena. Avevamo tre offerte: di Pennacchio, poi di Caliendo e Bonacini. Quella dell’imprenditore bresciano era interessante, ma giunse un po’ in ritardo. Quella di Bonacini, almeno la prima, non era accettabile per Cpl. Ma Giuntoli mi chiamò: io e Grana incontrammo di nuovo lui e Stefano Bonacini che riformulò la sua offerta finalmente soddisfacente per Cpl. Avvisammo immediatamente Casari che si poteva fare. Nella riunione presso la Usco, i soci di Ghirlandina Sport, tranne Casari, furono tutti d'accordo di accettare l'offerta di Bonacini. Alla fine, però, Casari, visto che Cpl aveva la maggioranza, decise da solo di cedere a Caliendo che, ricordo, ha preso il Modena senza debiti. Sono stato presidente del Modena fino al primo dicembre 2012, quando Caliendo ha chiesto a Casari le mie dimissioni, perché non ero d'accordo sul suo modo di gestire la società ed è stato nominato l'avv. Grana». Verità svelata.
Paolo Vecchi
Rinaldi ha rivestito la carica di presidente, rimanendo in carica anche dopo l’avvento di Caliendo. Per poco, però, perchè Maurizio Rinaldi era scomodo e aveva intuito tante cose. Ma da lui, per la prima volta, ci facciamo raccontare come andò quella riunione da Usco quando Casari scelse Caliendo contro tutti, sfasciando Ghirlandina Sport (Pietro Ferrari, Gianlauro Morselli, Paolo e Massimo Galassini, Gino Gibertini, Wainer Manfredini, oltre a Modena nel Cuore e Mivebo) e creando le premesse per la distruzione del Modena.
«Nel mese di giugno 2012, quando ero presidente del Modena - rivela Maurizio Rinaldi - sono stato incaricato da Cpl, insieme all'avvocato Grana, di trovare un acquirente per il Modena. Avevamo tre offerte: di Pennacchio, poi di Caliendo e Bonacini. Quella dell’imprenditore bresciano era interessante, ma giunse un po’ in ritardo. Quella di Bonacini, almeno la prima, non era accettabile per Cpl. Ma Giuntoli mi chiamò: io e Grana incontrammo di nuovo lui e Stefano Bonacini che riformulò la sua offerta finalmente soddisfacente per Cpl. Avvisammo immediatamente Casari che si poteva fare. Nella riunione presso la Usco, i soci di Ghirlandina Sport, tranne Casari, furono tutti d'accordo di accettare l'offerta di Bonacini. Alla fine, però, Casari, visto che Cpl aveva la maggioranza, decise da solo di cedere a Caliendo che, ricordo, ha preso il Modena senza debiti. Sono stato presidente del Modena fino al primo dicembre 2012, quando Caliendo ha chiesto a Casari le mie dimissioni, perché non ero d'accordo sul suo modo di gestire la società ed è stato nominato l'avv. Grana». Verità svelata.
Paolo Vecchi
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