Gigliotti: «I veri tifosi ci diano una mano a salvare il Modena»
di Marco Costanzini
«Non si può accettare il fallimento, bisogna fare di tutto I tempi sono strettissimi ma c’è la possibilità di riuscirci»
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«Premessa dovuta: in questo momento l’azionariato popolare è un semplice strumento, dunque passa in secondo piano. Questa è un’operazione aperta a tutti, che ha la sola finalità di provare a salvare il Modena. Perché noi non vogliamo che il Modena fallisca».
Esordisce così Andrea Gigliotti all’indomani della firma sul contratto preliminare per l’acquisizione delle quote del Modena dalla Ital Slovakia di Aldo Taddeo, con rogito fissato alle 15 di venerdì davanti ad un notaio milanese.
Gigliotti, cosa l’ha spinta ad imbarcarsi in quella che sembra una missione impossibile?
«Il sentimento che dovrebbe avere ciascun tifoso vero del Modena, quello di non accettare che la sua squadra possa gettare al vento 105 anni di storia senza provare a fare qualcosa. Ed è questo l’appello che rivolgo a chi condivide il mio pensiero, che sia un imprenditore o un tifoso: uniamo le forze e proviamo a salvare il Modena».
Ma davvero ci si può riuscire?
«Non avremmo fatto questo passo se non ci credessimo».
Le tempistiche, però, impongono l’immediato passaggio ai fatti.
«Questo non ci aiuta. Abbiamo parlato con l’avvocato Pagliani, persona gentilissima, e ci ha ribadito ciò che il regolamento dice, cioè che entro venerdì vanno saldati gli stipendi di luglio e agosto ai giocatori. Noi, però, proprio venerdì saremo a Milano dal notaio per il rogito, dunque tecnicamente non potremo pagare entro quella data. Perché venerdì? È necessario predisporre tutti i documenti richiesti dalla Figc. Lunedì invece depositeremo l’atto in camera di commercio a Modena e in un paio di giorni il cambio di proprietà sarà certificato a tutti gli effetti».
Se i giocatori non hanno creduto alle parole di Taddeo, crederanno alle vostre?
«Penso di sì, non dico tutti ma alcuni sicuramente capiranno il nostro progetto. E noi ringrazieremo sia chi vorrà andarsene sia chi ci darà fiducia. Stiamo parlando di persone, non solo i giocatori ma tutti i dipendenti, che hanno svolto per mesi il loro lavoro senza essere pagate e che hanno tutte le ragioni del caso per fare ciò che ritengono più opportuno, dobbiamo solo rispettare le loro decisioni. Ma a Santarcangelo il Modena si presenterà».
E lo stadio?
«I soldi per pagare il Comune ci sono già. Domani (oggi, ndr) confido di aprire la campagna abbonamenti: chiedo a chi ama il Modena di sottoscrivere la tessera».
Come si possono convincere preventivamente tifosi e imprenditori a versare soldi quando tra pochi giorni la società potrebbe comunque fallire?
«Tutto verrà restituito in caso di esito negativo. Ma voglio essere fiducioso. L’azionariato popolare con i suoi 404 soci, come dicevo, ora passa secondo piano: non occorre associarsi per cercare di salvare il Modena, chiediamo agli imprenditori sponsor e ai tifosi la sottoscrizione dell’abbonamento».
Esordisce così Andrea Gigliotti all’indomani della firma sul contratto preliminare per l’acquisizione delle quote del Modena dalla Ital Slovakia di Aldo Taddeo, con rogito fissato alle 15 di venerdì davanti ad un notaio milanese.
Gigliotti, cosa l’ha spinta ad imbarcarsi in quella che sembra una missione impossibile?
«Il sentimento che dovrebbe avere ciascun tifoso vero del Modena, quello di non accettare che la sua squadra possa gettare al vento 105 anni di storia senza provare a fare qualcosa. Ed è questo l’appello che rivolgo a chi condivide il mio pensiero, che sia un imprenditore o un tifoso: uniamo le forze e proviamo a salvare il Modena».
Ma davvero ci si può riuscire?
«Non avremmo fatto questo passo se non ci credessimo».
Le tempistiche, però, impongono l’immediato passaggio ai fatti.
«Questo non ci aiuta. Abbiamo parlato con l’avvocato Pagliani, persona gentilissima, e ci ha ribadito ciò che il regolamento dice, cioè che entro venerdì vanno saldati gli stipendi di luglio e agosto ai giocatori. Noi, però, proprio venerdì saremo a Milano dal notaio per il rogito, dunque tecnicamente non potremo pagare entro quella data. Perché venerdì? È necessario predisporre tutti i documenti richiesti dalla Figc. Lunedì invece depositeremo l’atto in camera di commercio a Modena e in un paio di giorni il cambio di proprietà sarà certificato a tutti gli effetti».
Se i giocatori non hanno creduto alle parole di Taddeo, crederanno alle vostre?
«Penso di sì, non dico tutti ma alcuni sicuramente capiranno il nostro progetto. E noi ringrazieremo sia chi vorrà andarsene sia chi ci darà fiducia. Stiamo parlando di persone, non solo i giocatori ma tutti i dipendenti, che hanno svolto per mesi il loro lavoro senza essere pagate e che hanno tutte le ragioni del caso per fare ciò che ritengono più opportuno, dobbiamo solo rispettare le loro decisioni. Ma a Santarcangelo il Modena si presenterà».
E lo stadio?
«I soldi per pagare il Comune ci sono già. Domani (oggi, ndr) confido di aprire la campagna abbonamenti: chiedo a chi ama il Modena di sottoscrivere la tessera».
Come si possono convincere preventivamente tifosi e imprenditori a versare soldi quando tra pochi giorni la società potrebbe comunque fallire?
«Tutto verrà restituito in caso di esito negativo. Ma voglio essere fiducioso. L’azionariato popolare con i suoi 404 soci, come dicevo, ora passa secondo piano: non occorre associarsi per cercare di salvare il Modena, chiediamo agli imprenditori sponsor e ai tifosi la sottoscrizione dell’abbonamento».
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