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Pagliani: "Modena, è accanimento terapeutico"

di Marco Costanzini
L'avvocato Giorgio Pagliani
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L'avvocato Giorgio Pagliani

L'avvocato dei calciatori: "La farsa deve finire in fretta, si deve capire che ora è meglio fallire"

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MODENA Se Andrea Gigliotti è speranzoso, Giorgio Pagliani vuole essere realista. L’avvocato modenese dell’Associazione Italiana Calciatori, che ha seguito da vicino i giocatori canarini nelle ultime settimane, ai microfoni di TvQui ha pronunciato parole nette. Arrivati a questo punto, a giudizio di chi ha imparato a conosce nei dettagli la situazione del Modena, è impossibile trovare una via d’uscita diversa dal fallimento.

Avvocato, ora avrete un nuovo interlocutore. Ritiene che possano esserci margini per salvare il Modena?

«Purtroppo credo che l’azionariato popolare sia arrivato fuori tempo massimo. Mi sembra di assistere ad una sorta di accanimento terapeutico, al tentativo di salvare una società che in questo momento non può essere salvata, in ragione soprattutto delle modalità con le quali è stata affrontata la situazione dal precedente titolare, Caliendo, e poi da Taddeo. Non riesco francamente a capire quali possano essere i margini di intervento dell’azionariato popolare».

La posizione dei giocatori resta quella che già si conosce: stipendi di luglio e agosto entro venerdì. L’ufficialità del passaggio di proprietà, però, la si avrà proprio venerdì. Quindi?

«Se l’acquisto delle quote da parte dell’azionariato popolare si concretizzasse venerdì, quel giorno sarebbe l’ultimo utile per il pagamento degli stipendi di luglio e agosto. Credo sia assolutamente impossibile che questo pagamento avvenga. Di conseguenza da sabato i giocatori avranno la possibilità di presentare l’istanza di risoluzione del contratto».

Il tentativo di evitare il fallimento, par di capire, è pura utopia.

«Sono sinceramente convinto che il tifoso modenese, quello vero, deve sperare che questa farsa finisca il più presto possibile, che si azzeri tutto. Si ripartirà dai dilettanti, probabilmente dalla serie D, con una società nuova, con persone che abbiano voglia e soprattutto disponibilità finanziarie per affrontare una avventura quale è ormai diventata il calcio, difficile per chiunque. Un conto è partire da zero, un altro è partire da un concordato con sei milioni di debiti. Per di più con scadenze da rispettare già il 3 novembre, quando ci sarebbe anche l’obbligo di presentare la prima relazione mensile al commissario giudiziale, termine che non può essere rispettato da nessuno in questo momento. Quindi bisogna sperare che tutto finisca il più in fretta possibile. Solo così si potrà ripartire con qualche speranza di fare bene».


 

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