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Modena, è quasi finita: l’Azionariato non molla ma i giocatori scioperano

di Marco Costanzini
Andrea Gigliotti
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Andrea Gigliotti

Nessun esito dall’incontro tra una delegazione di canarini e Gigliotti. Se non saranno pagati gli stipendi arretrati scatteranno stop e svincolo 

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MODENA Da una parte un fallimento che appare inevitabile ormai per tutti, dall’altra la convinzione di poter evitare che 105 anni di storia del Modena Fc possano essere cancellati. Chi continua a concentrarsi su quest’ultimo scenario è Andrea Gigliotti, il punto di riferimento della Coperativa Azionariato Popolare Modena Sport Club, tutt’altro che intenzionato ad arrendersi nonostante ieri abbia ricevuto risposte che scoraggerebbero chiunque. Se la sua sia una “pazzia calcolata”, come aveva dichiarato assieme all’avvocato Mario Marchiò dopo la firma del preliminare per rilevare le quote del Modena da Aldo Taddeo, quanto meno ci si sarebbero aspettate motivazioni forti per sostenere la propria tesi di fronte ai giocatori. La realtà, invece, parla di discorsi giudicati dalla squadra e dall’Associazione Italiana Calciatori “privi di qualsiasi chiarezza, senza alcuna garanzia sulle disponibilità finanziarie e sul progetto da attuare”. Così i giocatori hanno confermato lo stato di agitazione, annunciando un nuovo sciopero per la trasferta di Santarcangelo se entro venerdì la proprietà non pagherà gli stipendi di luglio e agosto. Da sabato, tra l’altro, scatterebbe la richiesta di svincolo in virtù della messa in mora, dunque in pochi giorni il Modena si ritroverebbe praticamente senza giocatori.

La posizione della squadra era già chiara con Taddeo. L’avvocato Giorgio Pagliani, legale dell’Aic che segue i canarini, lo aveva ribadito lunedì: «Per noi non è cambiato nulla, credo che l’azionariato abbia margini minimi di manovra e che questo sia solo un inutile accanimento terapeutico, perché il Modena non può più essere salvato e il fallimento sarebbe la miglior soluzione per programmare una ripartenza con basi solide».

Una delegazione della squadra - i giocatori che ieri erano a Modena nonostante la ripresa degli allenamenti sia stata fissata per domani, fatto già di per sé indicativo - ieri ha incontrato Gigliotti cercando di capire se le intenzioni fossero basate su fatti concreti. Si è però parlato principalmente del rogito di venerdì e di un progetto che partirebbe da quella data, senza alcuna specificazione. Dal comunicato diramato dall’Aic, ancor prima che dalle dichiarazioni di Pagliani, l’esito dell’incontro è ancor più chiaro. “L’AIC e i calciatori del Modena F.C., facendo seguito allo stato di agitazione delle scorse settimane, lamentano come sia ormai conclamata l’impossibilità della società di adempiere anche alle minime attività necessarie per consentire l’attività sportiva. Ribadito che la società non ha promosso alcuna azione per consentire il pagamento degli stipendi maturati, l'AIC annuncia lo stato di agitazione dei calciatori professionisti tesserati con Modena F.C. e indice sin d’ora lo sciopero dei predetti tesserati per i giorni di sabato 4 novembre e domenica 5 novembre, auspicando che il club, posto il preavviso di sciopero, adempia al pagamento delle somme contrattualmente dovute per le mensilità di luglio e agosto e comunque alle sue obbligazioni contrattuali nel termine di venerdì 3 novembre, in modo così da evitare l’esercizio del diritto di sciopero, che si preavvisa formalmente”. A differenza di quanto fatto da Taddeo, Gigliotti non pare intenzionato a fare passi indietro: «Chi non vuole restare ha tutto il diritto di farlo, ma il Modena andrà avanti con chi crede in questo progetto», ha confermato ai giocatori ricalcando le parole pronunciate lunedì. Visto che il rogito è in programma venerdì e che appare ormai chiara l’impossibilità di soddisfare i giocatori, ha senso investire anche un solo euro donato da sponsor o tifosi per un Modena che, non dovesse fallire, senza una squadra (e ancora senza stadio) è comunque destinato alla morte sportiva?
 

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