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Acerbi tra rimpianti rossoneri, riscatto e record col Sassuolo

Acerbi tra rimpianti rossoneri, riscatto e record col Sassuolo

Cinque anni fa giocava in Champions League con il Milan In neroverde è già ad ottanta presenze di fila in campionato

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«Dopo i video di Weah e le partite in curva da tifoso, il Milan diventò un mio obiettivo - ha raccontato tempo fa in un’intervista Francesco Acerbi. Un giorno a Pavia, mentre ero seduto sul divano davanti alla tivù, inquadrarono la panchina rossonera e la tribuna vip di San Siro e mi dissi: “Io voglio giocare lì”. Due anni dopo ero un giocatore del Milan, ricordo l’abbraccio con mia mamma dopo la firma in via Turati: “Ce l’ho fatta”».

È giugno 2012. Milan lo acquista dal Genoa per 4 milioni di euro. Acerbi sceglie di indossare la maglia numero 13, appartenuta in passato ad un certo Alessandro Nesta. Fa il suo esordio in rossonero il 1º settembre seguente, nel corso della partita vinta per 3-1 dai rossoneri al Dall'Ara contro il Bologna. Per lui debutto in Champions League il 24 ottobre 2012 in occasione di Malaga-Milan. Il 4 dicembre la soddisfazione di indossare la maglia da titolare in Champions anche a San Siro contro lo Zenit San Pietroburgo, annullando un certo Hulk. «Giovavo nel Milan, ce l’avevo fatta pur non essendo un santo. Mi sentivo arrivato: “Ma allora posso continuare a fare la stessa vita..., starò qui dieci anni”».

In realtà l’esperienza in rossonero di Acerbi dura poco: appena 6 presenze in campionato e 2 in Champions prima di fare i bagagli a gennaio con destinazione Chievo.

«Con la testa di adesso avrei potuto scrivere un’altra storia in rossonero, ma vivevo nel mio mondo fatto di alibi, avevo quattro-cinque chili sovrappeso e mi scivolava addosso tutto, anche le frasi di Allegri e di Galliani, che pure sapeva come parlarmi e non avrebbe voluto mandarmi via. Avevo già perso in partenza - ha ammesso Acerbi - ma nonostante tutto il Milan non è un ricordo doloroso, se ci ripenso mi dico “Ma che peccato”. Come quando feci il viale di Milanello per l’ultima volta. Sì, ero ancora acerbo: di cognome e di fatto. Al Milan ho fallito per colpa mia».

Il resto è storia nota: l’approdo al Sassuolo, la malattia, la ricaduta e la prepotente rinascita fisica e calcistica, diventando un giocatore inossidabile ed insostituibile. I numeri offerti nelle ultime tre annate in Serie A da Acerbi sono roba per palati finissimi: 32 presenze e 3 gol nel 2015, 36 apparizioni e 4 reti nel 2016 mentre nello sc orso campionato è stato l'unico giocatore di movimento ad aver giocato tutti i 3420 minuti del torneo, conditi da altre 4 marcature.

In estate era tutto fatto con l’Inter, ma l’avvento in nerazzurro di Sabatini ha fatto sfumare l’affare. Alla fine Acerbi ha deciso di rimanere a Sassuolo, convinto dal progetto neroverde e da un ricco contratto quinquennale.

«Voglio giocare benissimo col Sassuolo per meritarmi un grande club e dimostrare che non sono più l’Acerbi del Milan» - ha dichiarato qualche settimana fa, dimostrando di non aver ancora riposto nel cassetto il sogno di tornare a giocare in una big.

Nel frattempo il 29enne centrale neroverde sta arricchendo il suo impressionante record di presenze in campionato: da 80 partite consecutive non perde un minuto di gioco. Ma soprattutto Acerbi è l’emblema di una garanzia fisica, realizzativa e anche di rendimento: la media-voto messa a referto da tre anni a questa parte è da assoluto top del reparto. Incredibile che Ventura non lo prenda minimamente in considerazione in ottica nazionale. Ma questa è un’altra storia.(star)



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