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Il Modena radiato ora viene sepolto

Il Modena radiato ora viene sepolto

Dopo la scomparsa sul campo, arriverà quella in tribunale

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Il Santarcangelo è presente allo stadio Valentino Mazzola, ma il Modena non c’è. E non ci sarà più. A Santarcangelo, a Fano, a Gubbio, al Braglia o in altri stadi d’Italia. Perchè rimedia la quarta sconfitta a tavolino con la conseguente esclusione dal campionato. E non ci sarà più perchè dopo essere stato spazzato via sul campo, ora 105 anni di storia che non erano mai stati macchiati da tale vergogna saranno azzerati dal tribunale.

Perchè il Modena fallirà anche come azienda portandosi dietro, oltre alla tragedia sportiva, il dramma dei dipendenti che perderanno il posto di lavoro. Sopravviverà il settore giovanile che potrà terminare la stagione in proroga fino al 30 giugno.

La condanna finale la deciderà Aldo Taddeo in accordo con il commissario Claudio Trenti. L’imprenditore varesino non ha saputo risolvere il disastro lasciato da Antonio Caliendo e, non pagando l’affitto dello stadio Braglia e gli stipendi ai giocatori gialloblù, si è trovato investito dallo tsunami della messa in mora e dello sciopero dei calciatori, oltre che dalla indisponibilità dello stadio Braglia che non è riuscito a riaprire per non aver investito i 170mila euro - ammesso che ci fossero - richiesti dal Comune come canone annuale di affitto. Perchè per salvare il Modena servivano soldi e i soldi necessari e promessi non sono stati messi sul piatto facendo saltare il banco.

I gialli pretendevano un segnale forte e il pagamento degli stipendi di luglio e agosto che erano stati congelati dal concordato preventivo, ma che potevano essere corrisposti attraverso una procedura d’urgenza autorizzata dal tribunale che Taddeo, però, non ha mai richiesto.

Inutili le promesse di anticipare la paga di ottobre e novembre: la squadra, sempre battuta sul campo nelle sei partite disputate e vittima di due sconfitte a tavolino con Mestre e Albinoleffe per l’assenza di un campo su cui giocare, non si è fidata, è rimasta sull’Aventino passando allo sciopero sostenuta dall’Aic.

Il rinvio concesso dalla Lega con il Fano aveva creato un piccolo margine; ma ecco l’altra sconfitta a tavolino col Padova e quella di ieri, sempre d’ufficio, di Santarcangelo. Inutilmente è stato tentato di far scendere in campo la Berretti, ipotesi stoppata dal responsabile del settore giovanile Bratomi per tutelare la proroga concessa al vivaio; inutile anche l’azione dell’avvocato modenese Antonio Tazzioli che aveva preparato la strada per il fallimento pilotato del Modena con il sostengo del Comune, del commissario Trenti e di Carmelo Salerno. Il Modena ieri è morto sul campo e ora verrà escluso inesorabilmente dal campionato. Essendo ancora nel girone di andata verranno azzerati i risultati di tutte le partite giocate dai gialli.

E della società che sarà? Aldo Taddeo dovrà necessariamente dialogare e trovare una soluzione con il commissario giudiziale dott. Claudio Trenti: se da un lato non sembra più percorribile una soluzione di concordato preventivo con continuità aziendale essendosi conclusa l’attività sportiva, dall’altro rimane aperta la sola prospettiva di un cordato liquidatorio sulla base di un piano, non privo di complessità ed incognite, da sottoporre all’approvazione dei creditori. Aldo Taddeo potrebbe però optare per un epilogo fallimentare.

Il Modena Calcio sarà comunque annientato anche come società e chi vorrà farlo rinascere dovrà ricominciare da zero con una società tutta nuova sperando di poter ripartire dalla serie D.

Paolo Vecchi

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