juventus: il dg marotta
Dybala resta ancora a secco «Normale percorso di crescita»
TORINO. Lo strepitoso inizio di stagione di Paulo Dybala, 10 gol in 6 partite, fresco di maglia n.10 sulle spalle, è ormai un lontano ricordo. Le delusioni con la maglia dell'Argentina e i rigori...
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TORINO. Lo strepitoso inizio di stagione di Paulo Dybala, 10 gol in 6 partite, fresco di maglia n.10 sulle spalle, è ormai un lontano ricordo. Le delusioni con la maglia dell'Argentina e i rigori sbagliati in bianconero prima con l'Atalanta poi con la Lazio, 4 punti che pesano sulla classifica della Juve, sono stati l'ingresso di un tunnel.
«Un percorso normalissimo di crescita, si passa anche attraverso questi momenti» è stata la difesa d'ufficio del dg Beppe Marotta dopo la prestazione opaca col Benevento. E qualche giorno prima Allegri aveva spiegato: «Gli manca solo la brillantezza». La crescita di un giovane campione passa anche da momenti bui in cui il gol è una chimera. Eppure i fischi, pochi per la verità miscelati ai consueti applausi, che ieri hanno accompagnato l'attaccante in panchina al momento della sostituzione, sono sintomatici del momento no dell'argentino. Più che i numeri di Dybala preoccupano il suo sguardo, languido e non più sbarazzino come a inizio stagione, e l'arrendevolezza. Domenica, dopo le prime due punizioni senza esito nonostante il punto di battuta favorevole per il suo sinistro fatato, Paulo ha lasciato la responsabilità dei successivi calci piazzati a Douglas Costa e Higuain. Dopo il derby, il bilancio dice nove partite e una sola rete. E ancora a secco in Champions.
«Un percorso normalissimo di crescita, si passa anche attraverso questi momenti» è stata la difesa d'ufficio del dg Beppe Marotta dopo la prestazione opaca col Benevento. E qualche giorno prima Allegri aveva spiegato: «Gli manca solo la brillantezza». La crescita di un giovane campione passa anche da momenti bui in cui il gol è una chimera. Eppure i fischi, pochi per la verità miscelati ai consueti applausi, che ieri hanno accompagnato l'attaccante in panchina al momento della sostituzione, sono sintomatici del momento no dell'argentino. Più che i numeri di Dybala preoccupano il suo sguardo, languido e non più sbarazzino come a inizio stagione, e l'arrendevolezza. Domenica, dopo le prime due punizioni senza esito nonostante il punto di battuta favorevole per il suo sinistro fatato, Paulo ha lasciato la responsabilità dei successivi calci piazzati a Douglas Costa e Higuain. Dopo il derby, il bilancio dice nove partite e una sola rete. E ancora a secco in Champions.
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