Bruno: «Le vittorie per 3-0 avevano nascosto i problemi»
Azimut. Il regista: «La Lube ha giocato una partita solida Nei finali di terzo e quarto set ho gestito male il gioco»
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MODENA E' toccato a Bruno analizzare a mente fredda la prima sconfitta in campionato dell'Azimut Modena, arrivata per mano della Lube dopo la clamorosa rimonta del quarto set. Il capitano gialloblù, con la sua consueta calma ed umiltà, ha affrontato tutti i temi caldi emersi dalla scontro al vertice di domenica: dalla sua non perfetta gestione del cambio palla fino alla Ngapeth dipendenza di Modena, passando dai dettami tattici che impartisce Stoytchev.
LAVORARE A TESTA ALTA
Prima cosa da fare, mettersi al lavoro.
«Sarebbe impossibile vincere lo scudetto senza perdere nemmeno una gara – spiega il palleggiatore brasiliano. Questi sono momenti importanti per migliorare e vedere come reagisce la squadra. Comunque dobbiamo tornare in palestra a testa alta. Le vittorie per 3-0 hanno nascosto alcuni dei nostri problemi, mentre la sconfitta non nasconde niente. La Lube comunque ha giocato una partita solida, sono stati bravi anche loro nei momenti finale del terzo e quarto set. In quei frangenti c'è anche una mia responsabilità, abbiamo avuto un cambio palla insufficiente e la mia gestione della partita non è stata ottimale».
NGAPETH DIPENDENTI
Uno dei problemi principali è sembrato essere che Modena, proprio come l'anno scorso, sia ancora Ngapeth dipendente. «Si esce da questa situazione con il tempo, con il lavoro e la pazienza. Allenamento dopo allenamento avrò più fiducia in ciascuno dei miei compagni, così da potermi appoggiare a loro nei momenti caldi. Per esempio con Lucas, nonostante fosse arrivato a Modena da poco, non avevo problemi perché lo conoscevo già perfettamente. Così come con Earvin, con il quale gioco a memoria. Sappiamo che Ngapeth sarà il nostro protagonista nei momenti chiave di una gara, ma voglio che al più presto lo siano anche tutti gli altri componenti della squadra».
LA SOLUZIONE AL CENTRO
Per liberare Ngapeth e gli altri attaccanti di palla alta la prima soluzione è quella di forzare il gioco al centro. «L'aiuto che potranno darci i centrali è grandissimo. Tante volte la ricezione non sarà perfetta, con diversi palloni che arriveranno sui tre metri. É lì che dobbiamo lavorare, abbiamo bisogno di altre soluzioni rispetto alle bande altrimenti i muri avversari avranno vita facile. Sicuramente voglio che l'intesa con i centrali cresca alla svelta perché siamo ancora leggermente indietro».
ISTINTO O MATEMATICA?
Infine interessante disamina sulle scelte che deve fare un palleggiatore, il suo istinto contro il rigore di Stoytchev. «Io ho sempre giocato usando il mio istinto, l'80% delle mie giocate è frutto delle decisioni che prendo sul momento. Earvin è un altro giocatore che riesce a fare certi numeri perché usa l'istinto. Rado sta provando ad inserire un approccio diverso, lui vuole che durante la gara siamo più quadrati per mantenere un certo livello di equilibrio. In questo momento sono ancora un po' in difficoltà rispetto a questa nuova situazione, ma a lungo termine credo che questa cosa potrà fare la differenza in positivo».
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