De Rossi: fallire il Mondiale sarebbe una vera macchia
Domani in Svezia la gara di andata del playoff per la qualificazione a Russia 2018 Il romanista: «C’è fiducia ma anche un po’ di paura: dobbiamo stare tutti uniti»
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FIRENZE. «Nessuno di noi vuol perdersi questo Mondiale, per Buffon sarebbe il sesto, per altri il terzo, per me il quarto. Io non so se farò un torneo da protagonista, di sicuro so che la mancata qualificazione resterebbe una macchia nella mia carriera. Il Mondiale è un appuntamento che nessuno vuol perdersi, dobbiamo andare in Russia perché una volta che sei lì poi te la giochi».
La carica di Daniele De Rossi, uno dei grandi saggi di questa Italia attesa dal doppio spareggio con la Svezia, 72 ore di fuoco, decisive, tra venerdì e lunedì. Può superare Pirlo per numero di presenze azzurre (sarebbero 117) e raggiungere Sandro Mazzola nei gol (22). «Guai sbagliare - afferma il romanista -. Serviranno lucidità, rabbia, tecnica, corsa, organizzazione, furore, da mischiare alla nostra esperienza e alla nostra intelligenza». Non a caso Ventura sta pensando di affidarsi a buona parte di quell'Italia che 16 mesi fa superò la Svezia all'Europeo: «Non è passato tanto da quella gara in cui vincemmo con fatica, 16 mesi sono pochi per una Nazionale, normale non ci siano stravolgimenti. I ricambi generazionali ci sono ma non è che noi anziani siamo stati rispolverati per l'occasione, siamo sempre stati protagonisti. E in ogni caso voglio sperare che a nessuno tremino le gambe, a me non successe quando a 22 anni giocai una finale mondiale. Siamo una squadra forte - continua - probabilmente migliore della Svezia, per questo abbiamo grande fiducia. Ma c'è pure quel pizzico di paura che nel calcio di oggi, dove ormai non ci sono più squadre materasso, è quasi necessaria. Ecco perché dobbiamo stare tutti uniti, la gente deve stare vicino a questa Italia, non possiamo chiedere fiducia perché questa va conquistata, però lasciamo da parte i campanilismi: andare al Mondiale è importante per tutti».
La carica di Daniele De Rossi, uno dei grandi saggi di questa Italia attesa dal doppio spareggio con la Svezia, 72 ore di fuoco, decisive, tra venerdì e lunedì. Può superare Pirlo per numero di presenze azzurre (sarebbero 117) e raggiungere Sandro Mazzola nei gol (22). «Guai sbagliare - afferma il romanista -. Serviranno lucidità, rabbia, tecnica, corsa, organizzazione, furore, da mischiare alla nostra esperienza e alla nostra intelligenza». Non a caso Ventura sta pensando di affidarsi a buona parte di quell'Italia che 16 mesi fa superò la Svezia all'Europeo: «Non è passato tanto da quella gara in cui vincemmo con fatica, 16 mesi sono pochi per una Nazionale, normale non ci siano stravolgimenti. I ricambi generazionali ci sono ma non è che noi anziani siamo stati rispolverati per l'occasione, siamo sempre stati protagonisti. E in ogni caso voglio sperare che a nessuno tremino le gambe, a me non successe quando a 22 anni giocai una finale mondiale. Siamo una squadra forte - continua - probabilmente migliore della Svezia, per questo abbiamo grande fiducia. Ma c'è pure quel pizzico di paura che nel calcio di oggi, dove ormai non ci sono più squadre materasso, è quasi necessaria. Ecco perché dobbiamo stare tutti uniti, la gente deve stare vicino a questa Italia, non possiamo chiedere fiducia perché questa va conquistata, però lasciamo da parte i campanilismi: andare al Mondiale è importante per tutti».
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