Doriano Tosi: «Modena, segui il modello Parma»
«Allucinante che una città così abbia perso il calcio, ma se un gruppo di imprenditori si mettesse assieme potrebbe rilanciare la storia del club»
«I soldi sono tuoi, ma il bene è della città. Quando si compra una società come il Modena bisogna farsi una domanda: perchè lo faccio? Sono sconcertato di quanto è accaduto e che la città abbia perso il calcio». Sono parole amare quelle di Doriano Tosi, che il Modena in due anni lo portò in serie A.
Tosi, domanda che non si è posto Caliendo...
«Non posso dirlo io anche se si capisce lontano un chilometro perchè lo ha preso. Ma credo che quando uno non ce la fa più e gestisce un bene che ha dimensioni pubbliche dovrebbe lasciarlo e passarlo in buone mani. Nella storia del Modena ci sono stati alti e bassi, ma non avrei mai creduto che qualcuno potesse spegnere la luce».
Caliendo lo ha lasciato allo sfascio, Taddeo non si capisce perchè lo abbia preso.
«Quando una società arriva ad essere gravata di tanti debiti poi diventa difficile cederla o trovare un benefattore deciso a correre il rischio. Poi, in queste situazioni, si creano sempre invidie, rancori e l’orgoglio ci mette il resto. Ma se io prendo una società privata sapendo che è un bene pubblico non ci posso giocare, ho una responsabilità maggiore proprio perchè coinvolge la collettività. Una società di calcio è come una staffetta: raccogli il testimone, lo tieni per un po’, poi passi la mano. Ma non puoi far cadere il testimone perchè la corsa deve continuare».
Salerno l’ha indicata come il suo punto di riferimento se avesse preso il Modena?
«È appassionato e vorrebbe tanto il Modena. Mi ha chiesto una consulenza e ho cercato di consigliarlo, ma tempi, metodi e risorse erano rimasti da definire. E poi bisognava prima prendere la società».
Qual è la strada per far risorgere il Modena?
«Io spero che arrivi gente appassionata e seria che metta risorse e non faccia il passo più lungo della gamba. Un po’ come a Parma: 5 o 6 soci con un capogruppo di riferimento pronti a sostenere in armonia la società con un’azione che duri nel tempo. A Parma ci sono riusciti, ma anche a Modena, dove non è facile mettere insieme le persone, era stata costruita una bella realtà come Ghirlandina Sport. Si potrebbe fare e se costruisci una squadra vincente in serie D, può far bene anche la Serie C».
E vero che Amadei sta coltivando interesse per il Modena?
«Sono sicuro che se gli viene chiesto farebbe qualcosa. Potrebbe anche portare il Lentigione, che è già in serie D, a giocare al Braglia e poi prendere il nome del Modena. Sarebbe il percorso più veloce. E io per il Modena sarei sempre disponibile».
La palla è in mano al Comune.
«Il Modena ora fa gola a tantissimi e bisogna evitare le scelte facili e i signor sì. Deve andare a chi ha passione vera, la forza di finanziarlo e un progetto serio. E che sappia che il Modena è un bene della città prima che suo».
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