IL PUNTO
Non ci sono eroi e salvatori della patria Solo colpevoli
Non ci sono salvatori della patria di fronte al cadavere di una società spazzata via dopo 105 anni di storia onorata da grandi squadre come la Longobarda, grandi giocatori, stelle attuali come Marco...
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Non ci sono salvatori della patria di fronte al cadavere di una società spazzata via dopo 105 anni di storia onorata da grandi squadre come la Longobarda, grandi giocatori, stelle attuali come Marco Benassi e da Luca Toni campione del mondo. Non ci sono eroi, ma solo colpevoli chi più, chi meno, con Antonio Caliendo primo per distacco e irraggiungibile. I giocatori del Modena escono allo scoperto e raccontano la loro verità. Come dar loro torto? Si sono tutelati mettendo in mora un club che non ha pagato ben quattro stipendi perchè anche Aldo Taddeo se n’è ben guardato di sborsare un euro per i gialli e per riaprire lo stadio. Sostenuti dall’Aic, che si giocava grande visibilità a livello nazionale, hanno ottenuto lo svincolo, la garanzia di rientrare degli stipendi non percepiti, ma i loro diritti sarebbero stati tutelati anche senza lo sciopero col Santarcangelo che, di fatto, ha portato all’esecuzione capitale e forzata del Modena. Non ci sono vincitori e nemmeno l’arrogarsi l’eventuale bonifica del club può essere un vanto. Perchè ci sono le sei sconfitte sul campo, la guerra con Capuano e le battaglie interne che hanno portato a un comportamento professionalmente discutibile. Il marcio dall’alto è precipitato nello spogliatoio: tutti contro tutti, tutti contro il Modena alla fine. Nessuno ha voluto bene a quella maglia e nemmeno agli altri dipendenti che hanno perso il lavoro, che non godono delle stesse tutele dei calciatori e faticheranno a trovarne un altro. I gialli hanno vinto la loro giusta battaglia, ma lasciamo stare il bene del Modena. (p.v.)
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