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Replica di Capuano ai giocatori: «Parlano di dignità, il campo era uno zoo»

Ezio Capuano
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Ezio Capuano

«Ho accettato lo sciopero, ma non ero d’accordo: non sono stato io a tradire, ma chi ha pensato solo ai suoi interessi» 

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Ezio Capuano ha trovato immediatamente sistemazione dopo l’esclusione del Modena dal campionato. Non aveva firmato la messa in mora, se il Modena fosse sopravvissuto sarebbe rimasto vincolato da contratto, ma la radiazione del club gli ha servito lo svincolo sul piatto d’argento.

Chiamata dalle Marche e subito in panchina: oggi il debutto alla guida della Samb contro il Ravenna. Ma prima di tornare in campo, il nuovo tecnico della Samb ha lanciato strali nei confronti dei suoi ex giocatori che lo hanno accusato duramente.

«Se perdere la dignità significa non avere accettato lo sciopero, mi sta bene di averla persa. Ma per parlare di dignità bisogna averla.

La messa in mora del Modena era legittima, lo sciopero non l’ho condiviso.

Io ho rinunciato a tutti i soldi, loro li prenderanno, ma il loro interesse non era il bene del Modena, ma solo ottenere lo svincolo.

Se ne sono fregati di tutto, dei dipendenti che perdevano il lavoro, del campionato. Non lo volevano terminare, cercavano solo di liberarsi».

«Sono stati bravissimi nelle riunioni, nei comunicati e a trasformare il campo in uno zoo.

Era un continuo via vai di persone, non si poteva più lavorare.

Cosa ho tradito io? Lo debbono spiegare al popolo modenese bene.

Se per tradire significa che volevo solo che il calcio continuasse allora orgoglioso di avere tradito e di aver pensato alle famiglie degli altri dipendenti».

«E dove esiste una squadra che chiede al proprio tecnico di dimettersi perchè non condivide uno sciopero? Meglio che mi chiuda nel silenzio perchè se vuotassi del tutto il sacco, qualcuno difficilmente potrebbe trovare una sistemazione».

«E tutti quelli che sono arrivati a Modena - chiude Capuano - sapevano che la situazione non era rosea e che c’erano dei problemi, mentre a me sono piovuti addosso tutti di quelli di Antonio Caliendo che non potevo prevedere».


 

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