Magnanelli ordina «Sassuolo, scrollati di dosso la paura»
di Giacomo Gullo
«È uno dei momenti più complicati da quando sono qui Come se ne esce? Con la testa giusta e volando basso»
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SASSUOLO. C’era dodici anni fa, quando proprio a Benevento esordiva da titolare con la maglia del Sassuolo, ci sarà domenica, pronto a riprendere in mano il volante della squadra dopo due turni a guardare i suoi compagni dalla panchina. Francesco Magnanelli è l’unico superstite del Sassuolo che per l’ultima volta fece visita alla tana degli “stregoni”, riuscendo peraltro a strappare tre punti: «Ho un ottimo ricordo di quella gara - racconta il capitano - anche se è passato tanto tempo. Da allora abbiamo fatto tantissima strada ed è bello ritrovare il Benevento in serie A. All’epoca non pensavo di poter arrivare nel massimo campionato: ma il bello del calcio è proprio che non tutto è già scritto».
Il sorriso per l’amarcord lascia subito lo spazio alle legittime preoccupazioni per un match di domenica: «Sarà una gara complicatissima. Ci aspetta un ambiente caldo e una squadra che ha fatto notevoli progressi. In più per loro è quasi l’ultima spiaggia. Noi abbiamo delle difficoltà ma sappiamo che ne hanno anche loro. Dovremo resistere al loro urto iniziale e provare a colpirli nei loro punti deboli, un po’ come abbiamo fatto a Ferrara con la Spal».
Un piano di gara tutto sommato semplice, che deve fare i conti con le difficoltà realizzative del Sassuolo di questa stagione: «Ci siamo confrontati tra di noi anche questa settimana, con la sosta abbiamo avuto anche più tempo per parlare. Non si fa gol perché non mettiamo gli attaccanti in condizioni di segnare. Se creassimo 7-8 palle gol a partita il problema sarebbe diverso ma non è così, non è colpa degli attaccanti. È una questione che riguarda lo sviluppo del gioco, la qualità in mezzo al campo. Oltre a cercare di non prendere gol dobbiamo migliorare il livello tecnico delle nostre giocate. Non dobbiamo avere paura di giocare: abbiamo la qualità per farlo e spero che a Benevento si vedano dei progressi».
Anche perché, detta Magnanelli, di tempo per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica non ne resta molto: «Dobbiamo venire fuori da questa situazione nei prossimi due-tre mesi, non possiamo aspettare il finale di campionato, perché a quel punto troveremo ambienti più pronti di noi a certe battaglie. È uno dei momenti più difficili da quando sono a Sassuolo, più duro del primo anno in serie A: allora sapevamo che ci saremmo dovuti scannare per ottenere la salvezza, stavolta no. Dobbiamo risintonizzarci sul canale giusto e farlo in fretta. Con la testa giusta e volando basso possiamo venirne fuori, ne sono sicuro. Se domenica gioco? Io penso di sì ma dovete chiederlo al mister. La cosa importante è lavorare sempre con la stessa intensità: io preparo la partita sempre al meglio, al di là di quello che può decidere l’allenatore, e credo sia questa la mia forza».
Il sorriso per l’amarcord lascia subito lo spazio alle legittime preoccupazioni per un match di domenica: «Sarà una gara complicatissima. Ci aspetta un ambiente caldo e una squadra che ha fatto notevoli progressi. In più per loro è quasi l’ultima spiaggia. Noi abbiamo delle difficoltà ma sappiamo che ne hanno anche loro. Dovremo resistere al loro urto iniziale e provare a colpirli nei loro punti deboli, un po’ come abbiamo fatto a Ferrara con la Spal».
Un piano di gara tutto sommato semplice, che deve fare i conti con le difficoltà realizzative del Sassuolo di questa stagione: «Ci siamo confrontati tra di noi anche questa settimana, con la sosta abbiamo avuto anche più tempo per parlare. Non si fa gol perché non mettiamo gli attaccanti in condizioni di segnare. Se creassimo 7-8 palle gol a partita il problema sarebbe diverso ma non è così, non è colpa degli attaccanti. È una questione che riguarda lo sviluppo del gioco, la qualità in mezzo al campo. Oltre a cercare di non prendere gol dobbiamo migliorare il livello tecnico delle nostre giocate. Non dobbiamo avere paura di giocare: abbiamo la qualità per farlo e spero che a Benevento si vedano dei progressi».
Anche perché, detta Magnanelli, di tempo per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica non ne resta molto: «Dobbiamo venire fuori da questa situazione nei prossimi due-tre mesi, non possiamo aspettare il finale di campionato, perché a quel punto troveremo ambienti più pronti di noi a certe battaglie. È uno dei momenti più difficili da quando sono a Sassuolo, più duro del primo anno in serie A: allora sapevamo che ci saremmo dovuti scannare per ottenere la salvezza, stavolta no. Dobbiamo risintonizzarci sul canale giusto e farlo in fretta. Con la testa giusta e volando basso possiamo venirne fuori, ne sono sicuro. Se domenica gioco? Io penso di sì ma dovete chiederlo al mister. La cosa importante è lavorare sempre con la stessa intensità: io preparo la partita sempre al meglio, al di là di quello che può decidere l’allenatore, e credo sia questa la mia forza».
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