Ora sul Modena cala il silenzio. E il tribunale attende
Taddeo non scioglie le riserve, il vivaio spera di sopravvivere e nessuno si è ancora mosso per fondare una nuova società
MODENA Dopo tanto rumore, cala il silenzio. Il prezzo da pagare per la radiazione dal campionato a stagione appena iniziata si ripercuote, in questo momento, più sul futuro del settore giovanile che sulla rinascita del Modena.
Aldo Taddeo da giorni non dà risposte sulle proprie intenzioni e lo stesso fa l’amministratore da lui nominato senza alcuna comunicazione, Francesco Martignoni. Comune e Figc, quest’ultima in maniera informale, hanno auspicato la presentazione dell’istanza di fallimento in tempi rapidi, ma i giorni passano e a più di una settimana dall’esclusione dalla serie C il Modena Fc Srl si trova ancora in regime di pre-concordato con riserva. Taddeo aveva detto di voler scegliere tra concordato liquidatorio e fallimento sulla base dei consigli dei propri legali, che nel frattempo si stanno occupando del ricorso contro la messa in mora dei giocatori. Era chiaro sin dalla radiazione, d’altronde, che senza continuità aziendale la soluzione del concordato preventivo con riserva non poteva più reggersi in piedi. Il commissario giudiziale Claudio Trenti aveva ricevuto la prima relazione mensile richiesta al Modena, dopo l’ammissione alla procedura “in bianco”, e potrebbe presto accelerare le operazioni senza che si debba arrivare al 3 gennaio, giorno inizialmente fissato per la presentazione di un piano di rientro da sottoporre a tribunale e creditori.
Tutto questo non intacca minimamente la nascita di un nuovo Modena, che viaggerà su binari differenti se non per quanto poi riguarderà la riacquisizione di marchio e memorabilia, ma tiene in sospeso il futuro del settore giovanile. Per concedere la deroga e permettere al vivaio di concludere la stagione, infatti, la Figc vorrebbe potersi sedere nel più breve tempo possibile attorno ad un tavolo con i responsabili Maurizio Bratomi e Fabio Dall’Omo e con un curatore fallimentare per valutare se, tramite l’apporto di risorse esterne, si riesca a preservare la stagione di tutti i giovani canarini staccandola dalla procedura fallimentare. La situazione sarebbe più spinosa con un concordato liquidatorio che vedrebbe il Modena ancora in mano a Taddeo, proprietario di un club già radiato.
Questa è l’attualità, ma il silenzio riguarda anche il futuro. Come prevedibile, nessuno ha ancora mosso passi – anche di minima rilevanza – per costituire una nuova società sportiva che tramite il placet di Comune e Lega Dilettanti possa poi chiedere di ripartire dalla D. La possibilità di fare tutto con calma, probabilmente, rinvierà ogni discorso all’anno nuovo.
Intanto Antonio Caliendo è stato deferito dalla Procura Federale anche per l’ultimo deferimento rimediato dal club.
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