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Milan, Fassone: conti ok anche senza Champions

Milan, Fassone: conti ok anche senza Champions

L’ad rossonero smentisce le voci di Romagnoli verso la Juventus: «È una nostra colonna» 

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MILANO. Il rifinanziamento del debito, il giudizio della Uefa sul voluntary agreement, e la rincorsa in campionato. Da qui a Natale il Milan gioca partite delicate su più campi, e solo dal punto di vista tecnico la più complicata è quella di domani a Napoli, dove la squadra di Vincenzo Montella ha l'occasione di vincere il primo big match di questa stagione.

Le iniziali ambizioni di classifica sono ridimensionate dai risultati che non permettono di guardare oltre l'Europa League. Ma Marco Fassone tiene a chiarire che, anche senza la qualificazione alla Champions «il Milan resterà in piedi, non cadrà nel baratro». L'ad predica ottimismo, che diventa «tiepido» quando si parla della possibilità di ottenere il voluntary agreement e «moderato» a proposito del rifinanziamento del debito da 303 milioni di euro contratto Elliott, la cui scadenza - a quanto risulta - è stata concordata e non imposta a ottobre 2018, e che fin qui ha consentito a Li Yonghong di arrivare al closing e al club di migliorare significativamente i conti. «Spero che la Uefa valuti bene il dossier, non basandosi solo sul fatto che il Milan è un grande club, ma anche su numeri e progetti seri. Il peggiore scenario è che la Uefa non sia convinta da piani, proprietà e debiti, e ci rimandi in primavera per la discussione di un normale settlement agreement» ha chiarito Fassone, che nel business plan ha indicato come obiettivo l'Europa League, «per dimostrare che i conti saranno in ordine anche senza la Champions». La decisione è attesa entro Natale. Agli occhi della Uefa potrebbero risultare più critici gli aspetti legati a proprietà e continuità aziendale. Anche per questo il Milan cerca di rifinanziare il debito spostando la dead line a 5 anni: dopo i contatti delle scorse settimane con Goldman Sachs e Merril Lynch, si è aperto un canale fra con l'advisor finanziario del Milan, Bgb Weston, e Highbridge, fondo londinese con base a Hong Kong. Fassone conta di «rifinanziare il debito nei tempi previsti, con sei mesi d'anticipo sulla scadenza».

Più incalzante è il campionato. Prossima tappa a Napoli, dove Montella arriva dopo la sosta con rinnovata fiducia da parte della società, con un nuovo preparatore atletico, Mario Innaurato, la speranza che i nuovi acquisti finalmente rendano secondo le attese, che il Milan acceleri e le rivali rallentino. In un baleno arriverà il mercato di gennaio. «Qualche possibilità c'è, ma Mirabelli e Montella mi dicono che non ci sono necessità di intervento. Al momento, non abbiamo nulla in programma in termini di acquisizioni» ha detto Fassone che stoppa i rumor su Romagnoli e la Juve («È una nostra colonna») e si sbilancia sulla necessità del Milan di avere uno stadio non condiviso con l'Inter: «Se sarà S. Siro o da un'altra parte vedremo ma la strada è tracciata».

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