Giani: «I complimenti? Giocare bene alla fine non conta niente»
di Nicola Calicchio
Radostin Stoychev : «È stata una partita strana che raramente si vede. Milano ha rischiato il tutto per tutto non mollando niente. Fino al quarto set non abbiamo avuto errori in attacco e se ci...
2 MINUTI DI LETTURA
Radostin Stoychev : «È stata una partita strana che raramente si vede. Milano ha rischiato il tutto per tutto non mollando niente. Fino al quarto set non abbiamo avuto errori in attacco e se ci organizzavamo meglio per la seconda e terza azione la partita potevamo chiuderla prima. Ovviamente queste sono le cose su cui dobbiamo lavorare e stare con la testa fredda durante la partita e non uscire dal piano previsto. Per avere questi meccanismi serve tempo. Per adesso la cosa più importante è la vittoria contro una squadra che ha messo tutto in campo».
E' stato fatto notare al coach modenese che in panchina non vi era nessun palleggiatore.
«Ho tanti giocatori che possono palleggiare. Noi siamo così dall'inzio stagione e il rischio lo corriamo sempre. Adesso tessereremo a breve un secondo palleggiatore e così copriremo anche questo ruolo".
Nel secondo set è uscito dal campo il libero Salvatore Rossini (in difficoltà sulla battuta) ed è entrato Federico Tosi.
«In partita scende in campo quello che gioca meglio. Oggi ho tolto Rossini perché ha sofferto un po' ma questo non vuole dire che altre volte non ha fatto bene. A me non interessa il singolo giocatore ma come funziona la squadra. Noi dobbiamo trovare i meccanismi per coprire i nostri punti deboli e ci stiamo allenando per questo e alcuni miglioramenti stanno emergendo. Ci vuole però un po' di pazienza. Contro Milano abbiamo fatto 16 muri anche se non siamo attrezzati bene. A me interessa anche solo toccare i palloni per dare modo ai miei giocatori di rigiocare la palla. E' avvio che lavoriamo anche sul muro».
Grandi applausi per Andrea Giani da parte del pubblico del Palapanini.
«O si vince o si perde. Puoi esserci andato vicino ma quando torni a casa hai perso. Abbiamo giocato benino ma se si va al tie-break contro giocatori come quelli di Modena, le cose buone bisogna farle nel finale di partita. Bisogna avere il carattere altrimenti puoi giocare bene contro Modena ma se poi perdi non conta niente. I miei giocatori devono imparare da queste gare perché se vogliono diventare grandi si devono confrontare con avversari di alto livello. Quando si arriva alla fine bisogna giocare al pari di chi ti trovi di fronte. Tante volte il salto di qualità viene fatto dalla personalità, dall'assumersi la responsabilità».
E' stato fatto notare al coach modenese che in panchina non vi era nessun palleggiatore.
«Ho tanti giocatori che possono palleggiare. Noi siamo così dall'inzio stagione e il rischio lo corriamo sempre. Adesso tessereremo a breve un secondo palleggiatore e così copriremo anche questo ruolo".
Nel secondo set è uscito dal campo il libero Salvatore Rossini (in difficoltà sulla battuta) ed è entrato Federico Tosi.
«In partita scende in campo quello che gioca meglio. Oggi ho tolto Rossini perché ha sofferto un po' ma questo non vuole dire che altre volte non ha fatto bene. A me non interessa il singolo giocatore ma come funziona la squadra. Noi dobbiamo trovare i meccanismi per coprire i nostri punti deboli e ci stiamo allenando per questo e alcuni miglioramenti stanno emergendo. Ci vuole però un po' di pazienza. Contro Milano abbiamo fatto 16 muri anche se non siamo attrezzati bene. A me interessa anche solo toccare i palloni per dare modo ai miei giocatori di rigiocare la palla. E' avvio che lavoriamo anche sul muro».
Grandi applausi per Andrea Giani da parte del pubblico del Palapanini.
«O si vince o si perde. Puoi esserci andato vicino ma quando torni a casa hai perso. Abbiamo giocato benino ma se si va al tie-break contro giocatori come quelli di Modena, le cose buone bisogna farle nel finale di partita. Bisogna avere il carattere altrimenti puoi giocare bene contro Modena ma se poi perdi non conta niente. I miei giocatori devono imparare da queste gare perché se vogliono diventare grandi si devono confrontare con avversari di alto livello. Quando si arriva alla fine bisogna giocare al pari di chi ti trovi di fronte. Tante volte il salto di qualità viene fatto dalla personalità, dall'assumersi la responsabilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
