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Quelle due sfumature di... gialloblù

Quelle due sfumature di... gialloblù

L’ammutinamento della prima squadra si scontra con una Berretti eroica

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MODENA Come onorare la maglia di un club radiato, morto e sepolto insieme ai suoi 105 anni di storia? Chiedere alla Berretti di Roby Malverti, l’unica squadra capace di raccontare una favola nella stagione più triste e disgraziata del Modena. Con un finale purtroppo incerto, che potrebbe essere scritto non su un campo di calcio ma dalla decisione di un tribunale. Quanto compiuto sabato a Santarcangelo dai giovani canarini offre un tocco di romanticismo che stride con quello a cui si è assistito nelle ultime settimane: vittoria per 1-0 in una trasferta autofinanziata - si dice che anche i genitori abbiano contribuito, ndr - e vetta riconquistata ai danni di una Reggiana che solo sette giorni prima aveva operato il sorpasso aggiudicandosi il derby. Avrebbero potuto gettare la spugna, arrendersi all’evidenza di una radiazione che formalmente li rende tutti già svincolati, invece sono ancora lì a lottare, a bagnare di sudore quella maglia gialloblù che altri potrebbero togliere loro di dosso. I tifosi hanno dimostrato di apprezzare, e non poco, ritrovando nella Berretti l’amore genuino per il Modena: a Castelvetro si sono presentati in 500, a Santarcangelo in una trentina e nel prossimo impegno di sabato, di nuovo a Castelvetro, chissà quanti ancora saranno. In molti chiedono che il Braglia possa riaprire per la squadra di Malverti, con la voglia di offrire un contributo non solo a livello di tifo ma anche di incasso. Starà al curatore fallimentare stabilire se la soluzione sia economicamente sostenibile senza andare a generare ulteriori perdite, discorso che riguarda in generale la possibilità di tenere in vita l’attività del settore giovanile. E pensare che tutto sarebbe potuto finire a Santarcangelo. Non sabato, ma due settimane prima, quando lo sciopero della prima squadra aveva portato Aldo Taddeo a fare l’estremo tentativo di convocare la Berretti. “Se lo fate, anche il settore giovanile non avrà scampo”, la presa di posizione netta della Lega Pro. Tutto è andato come si sa, con i baby canarini ancora aggrappati alla speranza di sopravvivere e di continuare a giocare per il Modena. Un comportamento opposto a quello tenuto dai colleghi professionisti che, nella sacrosanta legittimità di ribellarsi ad un club inadempiente in tutto e per tutto, oltre a richiedere lo svincolo hanno scelto di non scendere più in campo: dopo 6 sconfitte in 6 gare, era legittimo aspettarsi da loro almeno il gesto di giocare prima che il club scomparisse. Come ha sottolineato Mauro Mayer, l’ultimo capitano di un Modena glorioso, oggi senza stipendio al pari dei giocatori essendo mister degli Allievi.

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