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Bucchi: «Non alleno la personalità dei giocatori...»

di Giacomo Gullo
Bucchi: «Non alleno la personalità dei giocatori...»

«Sono responsabile, mi sento in discussione però non mollo  Il cambio estivo in panchina ha esaltato le nostre fragilità»

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REGGIO. “Ci manca la personalità: al primo momento di difficoltà cala il sipario”. Messa così, suonerebbe come un atto d’accusa ai giocatori. Mister Bucchi allora prova a precisare il suo pensiero dalla sala stampa del Mapei: “Non è un attacco ai giocatori, che in molti casi hanno più di trecento presenze in serie A. Qualcosa però - ammette sconsolato il tecnico neroverde - non sta andando e il passaggio dalla vecchia gestione alla nuova esalta le nostre fragilità”. Proprio il confronto con l’era Di Francesco è una pietra di paragone impietosa: “Ma io ho voluto introdurre delle novità perché non avrei potuto fare il “copia e incolla” di Di Francesco. Non saprei nemmeno farlo e se lo facessi probabilmente farei dei danni”. Ma Bucchi non cerca di edulcorare una situazione che comincia a farsi sportivamente drammatica, col Sassuolo capace di incassare una sconfitta senza appello nello scontro diretto contro un Verona pericolante: “Dopo un buon risultato, facciamo sempre due passi indietro. Anche contro il Verona abbiamo iniziato bene la gara. Ma alla prima difficoltà, dopo il tiro di Valoti parato da Consigli, è calata la nebbia. Perdiamo il filo e non riusciamo più a recuperarlo. L’allenatore può allenare tecnica, tattica e fisico ma è difficile allenare la personalità. Non sappiamo gestire i momenti delicati”. E, a proposito di momenti delicati, per Bucchi la situazione si fa complicata. Il tecnico non vuole gettare la spugna, sicuro di poter raddrizzare la barca: “Io sono convintissimo di quello che faccio. Lavoro 12 ore al giorno: purtroppo non sempre l’impegno si traduce in risultati sul campo. Questa squadra ora è lontanissima dalla mia idea ma sono di poterci arrivare: se avessi un sentore diverso non sarei qui”.

Sulla partita resta poco da approfondire. Il solito film dell’orrore proiettato sul terreno verde del Mapei Stadium, questa volta con l’aggravante della sconfitta contro una diretta rivale nella lotta salvezza: “Questa categoria purtroppo non ti perdona. Il Verona è stato bravo questa sera a capitalizzare al massimo le occasioni, cosa che a noi non riesce mai. Nella ripresa abbiamo provato col 4-2-4 ma non abbiamo trovato il guizzo, l’episodio. E quando capitano certe mezze chances, in serie A ci vuole un po’ di malizia. Ma se segniamo così poco evidentemente qualche problema ce l’abbiamo. I numeri ci condannano e non rendono giustizia alla squadra. Se ho parlato con la società? Non ancora, lo faremo presto, faremo come sempre il punto della situazione”.

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