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Micidiale uno-due e il Carpi vince il derby

di Fabio Garagnani
Micidiale uno-due e il Carpi vince il derby

Pasciuti e Verna per il 2-0 al 10’. Insigne accorcia, ma è trionfo

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CARPI. “Lo strano caso del dottor Jakyll e mister Hyde”, opera entrata di diritto nell’Olimpo della letteratura, è nulla in confronto alle molteplici facce che il Carpi di mister Calabro continua a mostrare ai suoi tifosi. L’edizione svogliata, arrendevole e accondiscendente di Perugia ha lasciato spazio a quella tutta corsa e grinta che ha permesso di piantare i vessilli biancorossi su questo strano derby emiliano, dopo cinquant’anni dall’ultima volta. Troppo pesante, in avvio di partita, l’uno due piazzato da Pasciuti e Verna nel giro di una decina di minuti. Per il Parma, le speranze di completare la rimonta si sono arenate sul palo colto da Munari sul finire della prima frazione di gioco.

LA SORPRESA E’ GIORICO

Il Parma di questi tempi ha il fiato corto in attacco, dove mister D’Aversa deve rinunciare a Ceravolo e Calaiò. Il sostituto è Baraye,preferito a Nocciolini e a quel Siligardi cresciuto nella Dorando Pietri che fu di Irio Rinaldi e Stefano Bonacini. Sulla sinistra Di Gaudio e Gagliolo. Proprio per tamponare su quella fascia, mister Calabro ripensa il suo Carpi, che torna al 3-5-2 piazzando il robusto Pachonik a destra, con il puntello di Sabbione alle spalle e Verna pronto al raddoppio. Dall’altra parte c’è Pasciuti, mentre Saric trova posto tra i tre di centrocampo insieme a Giorico, che torna in campo a due mesi dalla prima e unica presenza. Davanti, l’atteso rientro di Mbakogu, schierato a fianco di Malcore. Sono quasi duemila i tifosi crociati arrivati al Cabassi per spingere all’impresa Lucarelli e compagni.

DOPPIA STOCCATA

Parte forte il Parma, che al secondo giro di lancetta ha già impegnato due volte Colombi con Insigne e Barillà dalla distanza. Per i crociati è solo un fuoco di paglia, perché la via del gol la trovano i padroni di casa, e per ben due volte nell’arco di una decina di minuti: al 5’ Malcore batte una punizione dei 25 metri, Frattali respinge corto, Pasciuti infila il tap-in sotto la traversa. Poi tutti ad abbracciare Calabro in panchina. Al 10’ Verna lascia sui blocchi Gagliolo e infila con un diagonale che incoccia sul palo interno. Gli ospiti increduli non riescono a riorganizzarsi. A sinistra, Di Gaudio è ben controllato da Pachonik, mentre in mezzo al campo Malcore infastidisce Scozzarella strozzando la manovra crociata sin dalla sua origine. A complicarsi le cose ci pensa però Sabbione, che al 22’ sbaglia per due volte il controllo davanti alla propria area, Baraye ne approfitta, verticalizza per Insigne che tutto solo davanti a Colombi accorcia le distanze. La squadra di mister Calabro non perde però la testa e controlla senza affanno la manovra crociata, anche dopo il primo cambio di mister Calabro, costretto a togliere l’infortunato Capela, che esce dal campo tenendosi l’inguine, con Brosco. L’unico sbandamento arriva allo scadere del tempo, quando Poli e compagni iniziano a sentire odor di spogliatoio. Prima Di Gaudio mette clamorosamente alto da mezzo metro, ben imbeccato da Insigne, poi Munari stampa un destro sulla base del palo. Il fischio dell’arbitro evita al Carpi ulteriori pericoli.

SCHERMAGLIE TATTICHE

Cambia, mister Calabro, al rientro in campo: toglie Malcore, sposta su Saric i compiti di copertura su Scozzarella e inserisce Saber sulla linea del centrocampo. Si batte da lontano nei primi minuti. Verna, Barillà e ancora Verna, sul quale Frattali respinge centralmente prima di sacrificarsi per impedire il tap in di Saric. Nell’occasione, rimane infortunato, costringendo D’Aversa al primo cambio. Proprio Nardi deve superarsi sull’incursione di Mbakogu, partito da centrocampo, pochi istanti dopo. Con l’ingresso di Nocciolini, D’Aversa passa a una sorta di 4-2-4. La risposta di Calabro è affidata all’ingresso di Mbaye in mediana e al 5-4-1 con Saric a destra e Saber a sinistra. Le schermaglie tattiche non cambiano l’inerzia della gara, con il Parma che produce possesso palla e il Carpi che ci prova in contropiede. Gli unici veri brividi arrivano allo scadere, quando Mbaye ferma Baraye al limite. La punizione di Siligardi finisce alle stelle, fa esplodere il Cabassi e l’intero Parma, che chiede a gran voce un tocco della barriera. L’arbitro lascia proseguire e fischia la fine.



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