Quel fantasma di Eusebio che aleggia sempre
Il tentativo di differenziarsi dalla gestione Di Francesco ha finito per mandare in confusione Bucchi
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Ad Eusebio Di Francesco in questi mesi devono essere fischiate le orecchie. Mentre a Roma il mister pescarese si è guadagnato la fiducia di tutti, scettici compresi, a Sassuolo il suo nome risuona ancora incessantemente. Inevitabile che questo accada vista la drammatica penuria di risultati e prestazioni, la luce in fondo al tunnel proprio non si vede. I neroverdi in Serie A senza il DiFra non c'erano mai stati fino a quest'anno, salvo la sciagurata parentesi Malesani, e a questo punto, vista la deprimente situazione tecnica e di classifica, non era più possibile andare avanti con Cristian Bucchi. Sabato sera, a domanda diretta sul fatto se si sentisse ancora in grado di rimettere la barca in assetto di galleggiamento, l'ormai ex tecnico aveva risposto di sì, aggiungendo che la squadra lo segue, salvo però fare ancora una volta riferimento al suo precedessore, "Probabilmente il cambio di modo di lavorare da Di Francesco a me ha portato incertezze, ma io non posso copiare Di Francesco, non sono lui, ho le mie idee, e se provassi a copiarlo farei dei danni". Queste parole, pronunciate dopo la pesantissima sconfitta col Verona, lasciano trapelare una certa fatica nel prendere in mano lo spogliatoio che, di fatto, è lo stesso dello scorsa stagione. Nella conferenza stampa di presentazione Bucchi si era detto deciso ad entrare in punta di piedi, senza stravolgere nulla dal punto di vista tecnico-tattico, in un gruppo che aveva già equilibri ben definiti, salvo poi correggere il tiro e provare a cambiare tutto. Il tentativo del 3-5-2 sarà anche stato dettato dagli uomini a disposizione, ma in realtà è parso più come un modo per tirare una bella riga sul passato e ricominciare. Missione fallita. Stessa cosa vale per l’ ostinazione nel rinnegare l'abitudine alla verticalizzazione che il Sassuolo di Di Francesco aveva nel proprio DNA, per passare ad un possesso palla che finora ha portato una sterilità in attacco mai vista, soprattutto al Mapei Stadium.
Insomma, se da una parte Bucchi era certo di avere sotto controllo la situazione, dall'altra ci sono chiari indizi del fatto che il "fantasma di Eusebio" aleggi ancora dalle parti del Ricci, e non solo tra i tifosi che lo rimpiangono, ma anche tra i giocatori che non hanno trovato nell’erede di Di Francesco una guida tecnica in grado di valorizzarli quanto quella precedente. Alla domanda se abbia senso prolungare l'agonia rischiando la retrocessione e non sia meglio dare una scossa ha dato una risposta ieri la società, affidando il Sassuolo a Iachini. (v.s.)
Insomma, se da una parte Bucchi era certo di avere sotto controllo la situazione, dall'altra ci sono chiari indizi del fatto che il "fantasma di Eusebio" aleggi ancora dalle parti del Ricci, e non solo tra i tifosi che lo rimpiangono, ma anche tra i giocatori che non hanno trovato nell’erede di Di Francesco una guida tecnica in grado di valorizzarli quanto quella precedente. Alla domanda se abbia senso prolungare l'agonia rischiando la retrocessione e non sia meglio dare una scossa ha dato una risposta ieri la società, affidando il Sassuolo a Iachini. (v.s.)
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