il punto. ha pagato bucchi ma...
Chi sta smontando il giocattolo si faccia un esame di coscienza
di Stefano Aravecchia
Alla fine ha pagato Bucchi ma la preoccupante situazione tecnica nella quale versa il Sassuolo ha anche altri responsabili. Come più volte abbiamo sottolineato su queste colonne anche in tempi non...
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Alla fine ha pagato Bucchi ma la preoccupante situazione tecnica nella quale versa il Sassuolo ha anche altri responsabili. Come più volte abbiamo sottolineato su queste colonne anche in tempi non sospetti (ora tutti ci danno ragione...) nelle ultime quattro sessioni di mercato si è operato un costante indebolimento della rosa. Tutto ha avuto inizio quando Squinzi si è fatto convincere ad allontanare Bonato, il dirigente che aveva costruito il miracolo Sassuolo. Nel giro di un paio di stagioni il giocattolo è stato smontato attraverso scelte incomprensibili di mercato che hanno finito per indebolire la squadra e far lievitare il monte ingaggi (ora sfiora i 30 milioni!) con giocatori convinti a restare a suon di contratti pluriennali. Il risultato è un Sassuolo che, dopo i vaneggiamenti estivi della proprietà, rischia la retrocessione e farebbe fatica a stare tra le prime cinque in B.
Tra Bucchi e la squadra non è mai scoccata la scintilla. Il tecnico ex Perugia ha pagato lo scotto del confronto con Di Francesco, ha provato a smarcarsi proponendo un nuovo modulo (il 3-5-2) e chiedendo ai suoi di giocare di più la palla centrocampo. Dopo il 6-1 con la Lazio è stato convinto a tornare al 4-3-3, nonostante ciò i neroverdi hanno continuato ad esibire un tiki taka lento ed improduttivo crollando alla prima difficoltà. Eppure la personalità a questa squadra non dovrebbe mancare, essendo la stessa di tre anni fa e che solo 12 mesi or sono - seppur falcidiata dagli infortuni - faceva la sua degna figura al San Mames in Europa League contro l’Athletic Bilbao.
Ora il compito di rimediare agli errori dell’area tecnica spetta a Iachini, allenatore al quale si chiede di dare equilibrio tattico e rigenerare a livello di motivazioni un Sassuolo fragile, depresso e smarrito. Ma la società deve fare un’analisi più ad ampio raggio: con questa politica all’insegna dell’improvvisazione non si va lontano. Anzi, non c’è futuro. E pensare che il Sassuolo dell’era Mapei ha sempre fatto della progettualità e della programmazione uno dei suoi punti di forza.
Carnevali è un ottimo manager, nel campo del marketing è un top, ma al Sassuolo serve un vero direttore sportivo. La soluzione è tanto semplice quanto a portata di mano: Bonato. Non è disonorevole ammettere un errore di valutazione. E veniamo ai giocatori. Qualitativamente non sarà un gran Sassuolo, ma nemmeno una squadra da fondo classifica. Non crediamo che i neroverdi - che hanno la loro fetta di responsabilità - abbiano remato contro Bucchi, semplicemente non era l’allenatore giusto per far rendere al meglio sotto il profilo tecnico e mentale questo gruppo, e il fatto che tutti i giocatori appaiono involuti è un segnale eloquente. La sensazione è che si sia smarrito soprattutto quel senso di appartenenza che nell’era Di Francesco ha sempre contraddistinto il Sassuolo. È da qui che Iachini deve ripartire.
@Star_70_ . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra Bucchi e la squadra non è mai scoccata la scintilla. Il tecnico ex Perugia ha pagato lo scotto del confronto con Di Francesco, ha provato a smarcarsi proponendo un nuovo modulo (il 3-5-2) e chiedendo ai suoi di giocare di più la palla centrocampo. Dopo il 6-1 con la Lazio è stato convinto a tornare al 4-3-3, nonostante ciò i neroverdi hanno continuato ad esibire un tiki taka lento ed improduttivo crollando alla prima difficoltà. Eppure la personalità a questa squadra non dovrebbe mancare, essendo la stessa di tre anni fa e che solo 12 mesi or sono - seppur falcidiata dagli infortuni - faceva la sua degna figura al San Mames in Europa League contro l’Athletic Bilbao.
Ora il compito di rimediare agli errori dell’area tecnica spetta a Iachini, allenatore al quale si chiede di dare equilibrio tattico e rigenerare a livello di motivazioni un Sassuolo fragile, depresso e smarrito. Ma la società deve fare un’analisi più ad ampio raggio: con questa politica all’insegna dell’improvvisazione non si va lontano. Anzi, non c’è futuro. E pensare che il Sassuolo dell’era Mapei ha sempre fatto della progettualità e della programmazione uno dei suoi punti di forza.
Carnevali è un ottimo manager, nel campo del marketing è un top, ma al Sassuolo serve un vero direttore sportivo. La soluzione è tanto semplice quanto a portata di mano: Bonato. Non è disonorevole ammettere un errore di valutazione. E veniamo ai giocatori. Qualitativamente non sarà un gran Sassuolo, ma nemmeno una squadra da fondo classifica. Non crediamo che i neroverdi - che hanno la loro fetta di responsabilità - abbiano remato contro Bucchi, semplicemente non era l’allenatore giusto per far rendere al meglio sotto il profilo tecnico e mentale questo gruppo, e il fatto che tutti i giocatori appaiono involuti è un segnale eloquente. La sensazione è che si sia smarrito soprattutto quel senso di appartenenza che nell’era Di Francesco ha sempre contraddistinto il Sassuolo. È da qui che Iachini deve ripartire.
@Star_70_ . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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