«Ferrari fuori dalla F1? Minaccia seria»
di Mauro Corno
Marchionne ai vertici del Circus: «Le macchine non possono essere standardizzate, lo sviluppo è il cuore del Cavallino»
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ARESE (Milano). L’addio della Ferrari alla Formula 1 continua a essere un rischio concreto. Non imminente, si parla del 2020-2021, ma reale. Lo ha confermato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca, nonché presidente del Cavallino, nel corso della conferenza stampa in cui ad Arese (Milano) è stato annunciato il ritorno nel Circus dell’Alfa Romeo, che ha trovato l’accordo con la Sauber. Una giornata storica, come più volte sottolineato dal manager di origine abruzzese, che davanti a Chase Carey, presidente della Formula 1, tra gli ospiti con Jean Todt (numero 1 della Federazione internazionale ) e numerose vecchie gloriedel Biscione (Riccardo Patrese e Andrea de Adamich su tutti), è stato perentorio quando gli è stato chiesto un chiarimento su una situazione fattasi improvvisamente delicata. «Le differenze di opinione non sono poche. Ci sono dei punti su cui non possiamo mollare. L’impegno nello sviluppo della tecnologia è il cuore della Ferrari e le macchine non possono essere tutte uguali. Abbiamo tempo fino al 2020 per trovare una soluzione adeguata. Il fatto che adesso abbiamo di fatto raddoppiato l’impegno non vuole certo dire che stiamo cedendo. Il dialogo comunque è cominciato e continua a evolversi».
Nessuna gelosia a Maranello per il ritorno dell’Alfa Romeo, stando a Marchionne («In Ferrari si pensa che il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1 sia una figata»), tanta gioia a Parigi, a sentire Todt («È accaduto qualcosa di fantastico, è stato trovato un accordo molto importante per la Formula 1. Abbiamo davanti grandi sfide e avere il contributo di Alfa Romeo e Sauber è essenziale per il futuro del movimento. E poi, va ricordato, quando parliamo del Biscione parliamo di auto leggendarie e che fanno sognare»).
E, infine, soddisfazione anche negli Stati Uniti, da dove arrivano i nuovi padroni della Formula 1: «Chiudiamo un’annata eccezionale con una notizia strepitosa. Sono entusiasta dell’arrivo dell’Alfa Romeo» si è esaltato Carey, incantato dalla bellezza delle automobili prodotte nella storia dell’azienda lombarda che fanno bella mostra nel museo di Arese. Al minacciato addio della Ferrari penserà più avanti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nessuna gelosia a Maranello per il ritorno dell’Alfa Romeo, stando a Marchionne («In Ferrari si pensa che il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1 sia una figata»), tanta gioia a Parigi, a sentire Todt («È accaduto qualcosa di fantastico, è stato trovato un accordo molto importante per la Formula 1. Abbiamo davanti grandi sfide e avere il contributo di Alfa Romeo e Sauber è essenziale per il futuro del movimento. E poi, va ricordato, quando parliamo del Biscione parliamo di auto leggendarie e che fanno sognare»).
E, infine, soddisfazione anche negli Stati Uniti, da dove arrivano i nuovi padroni della Formula 1: «Chiudiamo un’annata eccezionale con una notizia strepitosa. Sono entusiasta dell’arrivo dell’Alfa Romeo» si è esaltato Carey, incantato dalla bellezza delle automobili prodotte nella storia dell’azienda lombarda che fanno bella mostra nel museo di Arese. Al minacciato addio della Ferrari penserà più avanti.
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