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Modena, resta la protesta

Modena, resta la protesta

Il primo week end da falliti, i tifosi espongono striscioni contro il Comune 

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Le conseguenze di una radiazione arrivata ad inizio novembre e di un fallimento sancito dal tribunale tre settimane più tardi iniziano ad essere sempre più evidenti. Con la scomparsa di 105 anni di storia del Modena Fc e con tempistiche per rifondare la società ampiamente dilatate rispetto ad ogni altro crac a cui si è assistito nel mondo del calcio, tra molti tifosi si vive un senso di vuoto e di smarrimento. Lo stadio Braglia, chiuso ai canarini per i debiti di Caliendo, oggi ha riaperto le porte per ospitare le gare dilettantistiche della Rosselli Mutina e del Castelvetro, mentre fino alla scorsa settimana i colori gialloblù continuavano ad essere rappresentati con orgoglio dalle formazioni giovanili, la cui sopravvivenza è ora ad alto rischio. Aspettare il futuro, sperando cancelli in fretta le disastrose gestioni del recente passato, altro non fa che rendere sempre più pesante la situazione attuale. Nel primo fine settimana senza Modena Fc a qualsiasi livello, visto il rinvio di tutte le gare del vivaio, gli ultras gialloblù hanno così deciso di manifestare la propria rabbia con due striscioni che come unico mittente avevano il Comune: uno, affisso sulle tribune del parco Novi Sad, per la situazione del settore giovanile ed un altro, piazzato su una ringhiera di protezione del Duomo a pochi metri dalle scale che portano in municipio, per il fallimento del club canarino. “Giovanili da salvare, il Comune è rimasto a guardare” e “Muzzarelli, il Modena hai lasciato morire senza mai intervenire” l’attacco lanciato nei due striscioni a firma dei gruppi Avia Pervia e Qbr 1912. Questo il pensiero del cuore del tifo, che ancor prima dello sfratto dallo stadio Braglia non aveva risparmiato l’amministrazione comunale tanto da contestarla al pari di chi ha creato i problemi veri al Modena, Antonio Caliendo, e a chi ha spalleggiato l’ex re dei procuratori nel suo ingresso in società, Roberto Casari. “Caliendo, Casari, per voi i peggiori mali. Comune omertoso, raccontala al tifoso” era lo striscione mostrato a Fanano in occasione dell’ultima amichevole pre-campionato, “Nessun Comune, nessuna società distruggerà la nostra mentalità” era invece quanto si leggeva in quello mostrato nel corteo inscenato per la prima sconfitta a tavolino a causa della revoca del Braglia. (m.c.)

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