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Il Carpi rischia grosso, ma ci pensa Mbakogu

di Fabio Garagnani
Il Carpi rischia grosso, ma ci pensa Mbakogu

Molina illude l’Avellino, il nigeriano al 73’ rimedia e firma un punto prezioso

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AVELLINO. Il risultato è storico, e come tale va celebrato. Mai, infatti, il Carpi era uscito con un punto dal Partenio-Lombardi: quattro precedenti, altrettante sconfitte, anche nell’anno della promozione in Serie A. Ma è, soprattutto, un punto che pesa sulla strada della salvezza e mantiene la classifica dei biancorossi ben al di sopra del livello di guardia. Non si può, però, raccontare che il gioco visto nei novanta minuti sia stato degno dell’impresa. La partita è stata brutta, a tratti orrenda, complice un campo da gioco reso insidioso dalla pioggia battente. Poche occasioni, da una parte e dall’altra e due gol quasi casuali, il primo di Molina dopo soli 10 minuti. L’occasione per vincerla l’ha addirittura avuta il Carpi, con Nzola. Non è andata, e il brindisi andrà riservato al gol ritrovato fuori casa dopo 584 minuti. Un altro dei bicchieri mezzi pieni con i quali la squadra rientra dall’irpinia.

OTTO ASSENTI

Al Partenio-Lombardi si presenta un Carpi falcidiato dalle assenze: ai lungo degenti Concas, Prezioso e Jelenic si sono aggiunti Capela, Carletti, Ligi, Manconi e Yamga. Mister Calabro conferma il 3-5-2, con scelte obbligate in difesa, dove non rimangono che Sabbione, Brosco e Poli. In attacco, Malcore è confermato a fianco di Mbakogu, mentre a centrocampo la novità è Saber, che prende il posto di Saric da interno. In panchina, dopo tre mesi, si rivede Bittante. Sul fronte opposto, mister Novellino conferma il 3-5-2, ma rinnova la linea offensiva, nella quale trovano posto Castaldo e Biadaoui, che torna titolare dopo una settantina di giorni. Tocca a Molina, schierato più centralmente rispetto al consueto, tenere alta la bandiera degli ex, visto che Ardemagni e Suagher sono sacrificati in panchina come Bittante e Belloni, ex a parti invertite. Lo sarebbe anche Ligi, rimasto a casa.

MOLINA E NIENTE PIU’

Quando l’arbitro fischia, la pioggia è battente e gli schieramenti delle due squadre esattamente speculari. Il deserto di emozioni dei primi minuti è rotto al 10’ con il più classico dei gol dell’ex. Nasce dal destro di Molina, che raccoglie dal limite la respinta corta di Poli e fa secco un incolpevole Colombi. Per il Carpi, che aveva iniziato con buon piglio la partita, è una vera doccia fredda, anche perché farsi vedere dalle parti di Radu sembra una vera e propria impresa. L’Avellino non concede profondità a Mbakogu, mentre Malcore non trova mai il modo di smarcarsi tra le linee. Dall’altra parte, il compito di scompaginare sembra affidato al solo Bidaoui, che parte da sinistra per trovare spazi al centro mandando in difficoltà l’intero asse di destra. Mister Calabro risolve invertendo Poli e Sabbione. La medicina è quella giusta: ora il Carpi rischia meno ma il primo tempo rimane riassunto in un cross di Pasciuti a tagliare l’area, sul quale Verna arriva un attimo in ritardo. Tutto qui, ed è davvero troppo poco. L’Avellino fa anche meno e la combinazione è davvero pessima per gli spettatori del Partenio-Lombardi, che nei primi 45’ hanno visto tre tiri in porta, gol di Molina compreso.

LA ZAMPATA DI JERRY

A svegliare gli intorpiditi spettatori ci pensa subito Radu, che dopo un solo giro di lancette controlla malamente un retropassaggio ad un metro dalla linea di porta e per rimediare si inventa un dribbling su Nzola e poi sull’accorrente Saber. Applausi e sospiri di sollievo sugli spalti. L’Avellino cala i ritmi, il Carpi non riesce ad accelerali ma al 17’ Novellino toglie inspiegabilmente Bidaoui e inserisce Ardemagni. L’Avellino perde così la pedina più imprevedibile dello scacchiere, perdendo incisività. Termine però sconosciuto anche al Carpi. Quando tutto sembra indirizzato sull’1-0, Pachonik trova il guizzo vincente a destra, il cross trova Mbakogu in anticipo su Ngawa e la palla supera un incredulo Radu. Un minuto dopo il Carpi sfiora addirittura il colpaccio in contropiede, con Nzola che mette sull’esterno della rete. Nonostante l’Avellino abbozzi un assalto all’arma bianca, il Carpi riesce a controllare senza correre rischi e portare a casa un punto importantissimo, che lo mantiene vicinissimo alla zona play-off e a distanza di sicurezza da quella play-out.



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