tifo e passione
Un prepotente effetto derby torna ad infiammare i Dilettanti
Lo spettacolo di domenica in Spilamberto-Vignolese (400 spettatori, striscioni e fumogeni per una coreografia straordinaria) ha ridestato l’attenzione sul concetto di “derby” tra i Dilettanti. Ossia,...
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Lo spettacolo di domenica in Spilamberto-Vignolese (400 spettatori, striscioni e fumogeni per una coreografia straordinaria) ha ridestato l’attenzione sul concetto di “derby” tra i Dilettanti. Ossia, quelle partite diverse da tutte le altre, capaci di triplicare o quadruplicare d’un colpo il pubblico abituale di un campo di provincia, oltre che di far parlare per una settimana prima e dopo l‘evento. I derby per eccellenza sono le vere e proprie stracittadine, o meglio “strapaesane”, e a tal proposito non si può non partire da quella di Campogalliano anche quest’anno in corso tra la “Pol” e la Virtus. Sfida condita da rivalità anche socio-politica tra le due realtà non di rado venata di polemiche; un clima caldo spesso trasferitosi anche sul campo (un paio la media abituale dei “rossi”). Rivalità affine è anche quella tra La Pieve e Pol. Nonantola, ora però separate da due categoria di differenza. Quanto alle sfide tra paesi confinanti, nella Bassa attualmente le più sentite sono sicuramente quelle tra Concordia e Folgore Mirandola: mai meno di 300-400 spettatori, con sfottò a ripetizione. In Appennino, come non dimenticare i 500 spettatori per la finale play off dello scorsa primavera tra Pavullo e Fox Junior Serramazzoni (ok, ci si giocava una Promozione, ma eravamo pur sempre in Seconda…). Altra rivalità molto sentita quella tra Polinago e Lama 80, coi primi ora però in serie superiore.
Giacomo Molteni
Giacomo Molteni
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