Il Carpi gioca alla pari, ma è trafitto su rigore
nostro servizio di Fabio Garagnani
I biancorossi tengono testa all’Empoli, ma Donnarumma al 43’ non perdona
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Il Carpi gioca alla pari con una delle favorite alla vittoria finale, ma esce dal Castelllani con le tasche vuote di punti e piene di rammarico. La differenza sul campo non la fanno né l’ambizione né il budget, ma un errore individuale, che i toscani sfruttano cinicamente conquistando il rigore del match. Se si fa il conto delle occasioni, la vittoria dei padroni di casa non fa una grinza, ma sul piatto andrebbero messe le tante azioni biancorosse evaporate nel momento dell’ultimo passaggio. Peccato, ma la trasferta restituisce la sensazione di un Carpi in crescita, anche e soprattutto in condizione fisica.
NZOLA LA SPALLA DI MBAKOGU
La formazione di mister Vivarini, schierata col 3-5-2, presenta un paio di variazioni rispetto all’ultima edizione. La più sorprendente riguarda la presenza dell’ex Lollo, che nonostante una settimana travagliata prende il posto di Castagnetti a centrocampo. Più scontato il ritorno di capitan Pasqual sulla fascia sinistra. L’altro grande ex della gara, Romagnoli, guida al centro la difesa, mentre Seck siede in panchina. In casa biancorossa le assenze sono ben otto: Capela, Anastasio, Ligi, Jelenic, Concas, Romano, Prezioso e Manconi. Mister Calabro risponde all’emergenza confermando la squadra di Avellino, ad eccezione di Nzola, in campo al posto di Malcore. E’ un Carpi che, in questa fase della stagione, sembra aver trovato un suo assetto definitivo nel 3-5-2 con Giorico in cabina di regia.
L’EMPOLI SU RIGORE
Partita subito sui binari previsti, con l’Empoli che produce possesso palla e il Carpi che si difende con cinque uomini, cercando di ripartire verticalizzando sulle punte. Il piano tattico dà subito buoni frutti grazie al gran lavoro del centrocampo, che pressa alto e assicura con continuità i raddoppi, sia sugli esterni che al centro. L’Empoli sembra invece soffrire il passo di Mbakogu, imprendibile palla al piede. Da una sua iniziativa, al 5’, nasce la conclusione di Pachonik che non centra il bersaglio dall’interno dell’area. Non è una iniziativa estemporanea, perché il Carpi se la gioca sostanzialmente alla pari, salvato un paio di volte dall’intervento puntuale di Colombi. Al 2’ quando Donnarumma colpisce di testa da qualche metro, e soprattutto al 38’, quando si vede finalmente il bel gioco dell’Empoli: dialogo Donnarumma-Caputo-Krunic e conclusione di quest’ultimo a due passi dal portiere, che ribatte. In mezzo un fallo di mano di Brosco su cui l’empoli protesta. L’attacco più forte del campionato passa solo quando il primo tempo volge al tramonto: al 43’ Brosco sbaglia il passaggio sulla trequarti, Donnarumma si invola verso la porta, Poli entra due volte in scivolata, la prima sulla palla, la seconda sulla gamba. E’ calcio di rigore, che lo stesso Donnarumma realizza spiazzando Colombi. Punizione eccessiva per i biancorossi, che pure si erano resi pericolosi con le sgroppate di Mbakogu e con le conclusioni di Brosco, con la testa, e di Nzola, dalla distanza. Col risultato ancora fermo sullo 0-0. Fuori misura la prima, respinta da Provedel la seconda. Alimentano il rammarico per lo svantaggio.
ASSALTO FINALE
Cambia fisionomia il Carpi della ripresa, un po’ per scelta e un po’ per necessità. Alla prima casistica appartiene l’ingresso di Belloni per Saber, alla seconda quello di Saric per Giorico, che esce dal campo al 17’ tenendosi la gamba dopo un contrasto con Donnarumma. Verna si sposta così in posizione di play-maker, con Saric e Belloni interni. Dopo una conclusione di Caputo da posizione defilata,al 24’ la palla del pareggio capita su una azione vista più volte nei minuti precedenti, con Mbakogu in proiezione sulla sinistra e palla in mezzo per Nzola che spedisce alto. Ma quello del Castellani è un Carpi vivo, come dimostra anche il cambio di Vivarini, che toglie un attaccante, Donnarumma, e mette un centrocampista, Castagnetti. Risponde Calabro passando al 4-4-2, spostando Sabbione a metà campo, con Belloni e Simic sugli esterni. Il Carpi preme forte sull’acceleratore, l’Empoli soffre, si chiude tutto nella sua metà campo e rischia quando Saric non trova la coordinazione da buona posizione. Poli e compagni insistono con veemenza fino al 90’ ma Mbakogu predica nel deserto e i suoi assist non trovano compagni puntuali.
NZOLA LA SPALLA DI MBAKOGU
La formazione di mister Vivarini, schierata col 3-5-2, presenta un paio di variazioni rispetto all’ultima edizione. La più sorprendente riguarda la presenza dell’ex Lollo, che nonostante una settimana travagliata prende il posto di Castagnetti a centrocampo. Più scontato il ritorno di capitan Pasqual sulla fascia sinistra. L’altro grande ex della gara, Romagnoli, guida al centro la difesa, mentre Seck siede in panchina. In casa biancorossa le assenze sono ben otto: Capela, Anastasio, Ligi, Jelenic, Concas, Romano, Prezioso e Manconi. Mister Calabro risponde all’emergenza confermando la squadra di Avellino, ad eccezione di Nzola, in campo al posto di Malcore. E’ un Carpi che, in questa fase della stagione, sembra aver trovato un suo assetto definitivo nel 3-5-2 con Giorico in cabina di regia.
L’EMPOLI SU RIGORE
Partita subito sui binari previsti, con l’Empoli che produce possesso palla e il Carpi che si difende con cinque uomini, cercando di ripartire verticalizzando sulle punte. Il piano tattico dà subito buoni frutti grazie al gran lavoro del centrocampo, che pressa alto e assicura con continuità i raddoppi, sia sugli esterni che al centro. L’Empoli sembra invece soffrire il passo di Mbakogu, imprendibile palla al piede. Da una sua iniziativa, al 5’, nasce la conclusione di Pachonik che non centra il bersaglio dall’interno dell’area. Non è una iniziativa estemporanea, perché il Carpi se la gioca sostanzialmente alla pari, salvato un paio di volte dall’intervento puntuale di Colombi. Al 2’ quando Donnarumma colpisce di testa da qualche metro, e soprattutto al 38’, quando si vede finalmente il bel gioco dell’Empoli: dialogo Donnarumma-Caputo-Krunic e conclusione di quest’ultimo a due passi dal portiere, che ribatte. In mezzo un fallo di mano di Brosco su cui l’empoli protesta. L’attacco più forte del campionato passa solo quando il primo tempo volge al tramonto: al 43’ Brosco sbaglia il passaggio sulla trequarti, Donnarumma si invola verso la porta, Poli entra due volte in scivolata, la prima sulla palla, la seconda sulla gamba. E’ calcio di rigore, che lo stesso Donnarumma realizza spiazzando Colombi. Punizione eccessiva per i biancorossi, che pure si erano resi pericolosi con le sgroppate di Mbakogu e con le conclusioni di Brosco, con la testa, e di Nzola, dalla distanza. Col risultato ancora fermo sullo 0-0. Fuori misura la prima, respinta da Provedel la seconda. Alimentano il rammarico per lo svantaggio.
ASSALTO FINALE
Cambia fisionomia il Carpi della ripresa, un po’ per scelta e un po’ per necessità. Alla prima casistica appartiene l’ingresso di Belloni per Saber, alla seconda quello di Saric per Giorico, che esce dal campo al 17’ tenendosi la gamba dopo un contrasto con Donnarumma. Verna si sposta così in posizione di play-maker, con Saric e Belloni interni. Dopo una conclusione di Caputo da posizione defilata,al 24’ la palla del pareggio capita su una azione vista più volte nei minuti precedenti, con Mbakogu in proiezione sulla sinistra e palla in mezzo per Nzola che spedisce alto. Ma quello del Castellani è un Carpi vivo, come dimostra anche il cambio di Vivarini, che toglie un attaccante, Donnarumma, e mette un centrocampista, Castagnetti. Risponde Calabro passando al 4-4-2, spostando Sabbione a metà campo, con Belloni e Simic sugli esterni. Il Carpi preme forte sull’acceleratore, l’Empoli soffre, si chiude tutto nella sua metà campo e rischia quando Saric non trova la coordinazione da buona posizione. Poli e compagni insistono con veemenza fino al 90’ ma Mbakogu predica nel deserto e i suoi assist non trovano compagni puntuali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
