Il Carpi e un quarto d’ora che diventa sempre fatale
Serie B. Nonostante l’avvertimento di Calabro anche a Empoli la sconfitta è maturata alla fine del primo tempo. E in trasferta le luci di spengono
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Quell’ultimo maledetto quarto d’ora. Mister Calabro era stato – purtroppo – buon profeta durante la conferenza stampa pre partita:“Dobbiamo prestare attenzione all’ultimo quarto d’ora del primo tempo, dove magari abbiamo preso meno gol che in altre frazioni, ma ne abbiamo realizzati pochissimi. Vuol dire che dobbiamo imparare a mantenere alta la concentrazione”. L’intento, di certo, era quello di alzare l’asticella dell’attenzione, non certo di rivedere la sua squadra capitolare nel solito modo. Al Castellani di Empoli, invece, è andata di nuovo così, perché è proprio nei minuti che precedono l’intervallo di gioco che il Carpi ne prende molti più di quanti non ne faccia: sei contro tre. Un paio su errori macroscopici, con lo sfortunato Brosco come protagonista. Era successo a Venezia, quando aveva rinviato su Sabbione favorendo l’intervento di Marsura, si è ripetuto ad Empoli con una sanguinosa palla persa davanti all’area. Ma sviste simili hanno avuto anche altri attori. Ad esempio lo stesso Sabbione col Parma, quando un controllo sbagliato permise a Baraye di servire Insigne e rimettere in partita i crociati. Non c’è dubbio, però, che Brosco sia particolarmente perseguitato dalla malasorte, visto che ai due citati occorre aggiungere l’autogol col Cesena, seppur ininfluente ai fini del risultato. Anche quella volta erano gli ultimi minuti, ma del secondo tempo.
LUCE SPENTA FUORI CASA
La statistica più efficace per descrivere le difficoltà del Carpi nell’andare in rete è quella che riguarda i gol segnati lontano dal Cabassi: solo tre, e tutti a firma Mbakogu. La foto è quella di una squadra che segna solo nel primo tempo e in casa. Sono davvero pochissime le casistiche che sfuggono a questa regola. Non si può nemmeno dare la colpa alla preparazione, visto che gli ultimi 15 minuti della partita c’è un picco favorevole al Carpi, che è andato in rete con Carletti, Sabbione e Mbakogu ed ha subito solo due gol, che non sono costati punti, dal Foggia (1-3) e dal Cesena (2-1). Il problema, semmai, è capire cosa succede all’uscita dagli spogliatoi, visto che la squadra di Calabro ha segnato un solo gol nella prima mezzora del secondo tempo. E’ frutto di molte seconde frazioni giocate in trincea, ma il Carpi degli ultimi tempi sembra uscito dallo stereotipo, un po’ per necessità, essendosi trovato in svantaggio sia ad Avellino che ad Empoli, un po’ per un evidente miglioramento della condizione atletica complessiva. Un buona premessa per un finale di andata insidioso, con Frosinone e Bari in casa, Cittadella in trasferta.
Fabio Garagnani
LUCE SPENTA FUORI CASA
La statistica più efficace per descrivere le difficoltà del Carpi nell’andare in rete è quella che riguarda i gol segnati lontano dal Cabassi: solo tre, e tutti a firma Mbakogu. La foto è quella di una squadra che segna solo nel primo tempo e in casa. Sono davvero pochissime le casistiche che sfuggono a questa regola. Non si può nemmeno dare la colpa alla preparazione, visto che gli ultimi 15 minuti della partita c’è un picco favorevole al Carpi, che è andato in rete con Carletti, Sabbione e Mbakogu ed ha subito solo due gol, che non sono costati punti, dal Foggia (1-3) e dal Cesena (2-1). Il problema, semmai, è capire cosa succede all’uscita dagli spogliatoi, visto che la squadra di Calabro ha segnato un solo gol nella prima mezzora del secondo tempo. E’ frutto di molte seconde frazioni giocate in trincea, ma il Carpi degli ultimi tempi sembra uscito dallo stereotipo, un po’ per necessità, essendosi trovato in svantaggio sia ad Avellino che ad Empoli, un po’ per un evidente miglioramento della condizione atletica complessiva. Un buona premessa per un finale di andata insidioso, con Frosinone e Bari in casa, Cittadella in trasferta.
Fabio Garagnani
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