Stoytchev: «Ho parlato con Bruno, questo gioco non mi piace»
di Nicola Calicchio
Nonostante l'Azimut abbia battuto nettamente Ravenna, Radostyn Stoychev pretende di più dalla sua squadra. Probabilmente il lavoro fatto in settimana ha dato i suoi frutti.«Anche nella settimana che...
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Nonostante l'Azimut abbia battuto nettamente Ravenna, Radostyn Stoychev pretende di più dalla sua squadra. Probabilmente il lavoro fatto in settimana ha dato i suoi frutti.
«Anche nella settimana che aveva preceduto la partita di Trento avevamo lavorato molto bene. Oggi, senza togliere nulla alla squadra ospite, era un po' diversa da Trento. Anche il PalaPanini aiuta. Le giocate spettacolari di Bruninho e Ngapeth si percepiscono in una maniera particolare. Sono soddisfatto del risultato. A fine gara noi facciamo sempre una piccola riunione per vedere come è andata. Mi sono fermato un po' anche a parlare con Bruninho. Il perché? Il 3-0 va bene, ma non è la pallavolo che piace a me. Bisogna essere ancora più concreti e concentrati su alcune situazioni. Sia nel primo che nel secondo set abbiamo avuto la possibilità di contrattacco molto buono e non abbiamo concretizzato con cattiveria. Contro Ravenna abbiamo battuto molto bene con pochi errori e tanti danni dall'altra parte. Dobbiamo essere una macchina che sfrutta tutte le possibilità ma bisogna lavorare ancora tanto per arrivare al livello di Perugia e Macerata».
La prossima gara sarà quella di Perugia.
«Io l'ho vissuto per tanti anni e so di che cosa parliamo. Tutto dipende da come viene gestito. E' complicato ma a a volte dà anche qualcosa in più perché giocare ad alti livelli aiuta. Questi sono i loro problemi e noi dobbiamo guardare in casa nostra. Di sicuro dobbiamo lavorare ancora tanto. Solo il lavoro fatto bene in settimana in palestra porta risultati».
E sulla prestazione di Mazzone (in referto con 10 punti, tre muri ma anche tre ace) questa la risposta di Stoychev: «Non dimenticate che Mazzone è ancora un giocatore molto giovane ed è il primo anno che è titolare in una squadra. E' un ragazzo che lavora bene e si impegna ma serve ancora tempo. A muro, in battuta e in attacco lui ci prova sempre e spero di vedere un giocatore diverso per i play-off».
Per il modenese Fabio Soli è sempre un'emozione giocare al PalaPanini.
«Sapevamo di incontrare una squadra arrabbiata che sarebbe entrata in campo per dimostrare che tutto quello che è successo all'esterno al contesto pallavolo è passato. Una squadra che aveva voglia di dimostrare di essere tra le top del campionato. Credo che nel primo set qualcosa abbiamo fatto, solo che bisognava avere più continuità e aggressività. Io ho avuto la fortuna di calcare il parquet del PalaPanini e la pressione che si avverte è qualcosa di unico e non è facile giocarci. L'Azimut ci ha messo pressione e ci ha concesso poco. Mi aspettavo qualcosa di più nel secondo e terzo set dai miei ragazzi».
Grande applauso per l'ex Santiago Orduna.
«Vedere tanta gente che lo scorso anno mi applaudiva è davvero una forte emozione. Apprezzo molto il gesto, peccato che non siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco. Siamo stati in difficoltà in ricezione e ci è mancato un po' l'opposto. Complimenti a Modena che ha disputato una grande gara».
«Anche nella settimana che aveva preceduto la partita di Trento avevamo lavorato molto bene. Oggi, senza togliere nulla alla squadra ospite, era un po' diversa da Trento. Anche il PalaPanini aiuta. Le giocate spettacolari di Bruninho e Ngapeth si percepiscono in una maniera particolare. Sono soddisfatto del risultato. A fine gara noi facciamo sempre una piccola riunione per vedere come è andata. Mi sono fermato un po' anche a parlare con Bruninho. Il perché? Il 3-0 va bene, ma non è la pallavolo che piace a me. Bisogna essere ancora più concreti e concentrati su alcune situazioni. Sia nel primo che nel secondo set abbiamo avuto la possibilità di contrattacco molto buono e non abbiamo concretizzato con cattiveria. Contro Ravenna abbiamo battuto molto bene con pochi errori e tanti danni dall'altra parte. Dobbiamo essere una macchina che sfrutta tutte le possibilità ma bisogna lavorare ancora tanto per arrivare al livello di Perugia e Macerata».
La prossima gara sarà quella di Perugia.
«Io l'ho vissuto per tanti anni e so di che cosa parliamo. Tutto dipende da come viene gestito. E' complicato ma a a volte dà anche qualcosa in più perché giocare ad alti livelli aiuta. Questi sono i loro problemi e noi dobbiamo guardare in casa nostra. Di sicuro dobbiamo lavorare ancora tanto. Solo il lavoro fatto bene in settimana in palestra porta risultati».
E sulla prestazione di Mazzone (in referto con 10 punti, tre muri ma anche tre ace) questa la risposta di Stoychev: «Non dimenticate che Mazzone è ancora un giocatore molto giovane ed è il primo anno che è titolare in una squadra. E' un ragazzo che lavora bene e si impegna ma serve ancora tempo. A muro, in battuta e in attacco lui ci prova sempre e spero di vedere un giocatore diverso per i play-off».
Per il modenese Fabio Soli è sempre un'emozione giocare al PalaPanini.
«Sapevamo di incontrare una squadra arrabbiata che sarebbe entrata in campo per dimostrare che tutto quello che è successo all'esterno al contesto pallavolo è passato. Una squadra che aveva voglia di dimostrare di essere tra le top del campionato. Credo che nel primo set qualcosa abbiamo fatto, solo che bisognava avere più continuità e aggressività. Io ho avuto la fortuna di calcare il parquet del PalaPanini e la pressione che si avverte è qualcosa di unico e non è facile giocarci. L'Azimut ci ha messo pressione e ci ha concesso poco. Mi aspettavo qualcosa di più nel secondo e terzo set dai miei ragazzi».
Grande applauso per l'ex Santiago Orduna.
«Vedere tanta gente che lo scorso anno mi applaudiva è davvero una forte emozione. Apprezzo molto il gesto, peccato che non siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco. Siamo stati in difficoltà in ricezione e ci è mancato un po' l'opposto. Complimenti a Modena che ha disputato una grande gara».
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