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Inter, Spalletti non si fida del Pordenone di C

Inter, Spalletti non si fida del Pordenone di C

Coppa Italia: stasera gli ottavi. Il tecnico: «Arriverà con grandi motivazioni. Mou? Basta paragoni»

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MILANO. Ha vinto il Triplete e ha fatto la storia, Josè Mourinho fa parte per se stesso e ogni paragone con lui è improponibile: Luciano Spalletti è un po’ seccato da questa comparazione piuttosto ardita tra lui e l'allenatore portoghese. Spalletti considera il parallelismo inverosimile e fuori luogo: lo dice alla vigilia degli ottavi di Coppa Italia.

Stasera (ore 21, diretta Rai2) l'Inter affronterà il Pordenone di serie C e il tecnico non vuole passi falsi anche se troveranno spazio gli eclissati del campionato: Karamoh, Cancelo, Ranocchia, Dalbert. Appiano è innevata e, subito, Spalletti, più che mai tonico, avverte: fuori dai cancelli dobbiamo mettere il cartello ‘Pericolo Pordenone’ e non ‘pericolo neve’.

L'allenatore ha qualche rospo che non riesce a mandare giù: ce l'ha con i gufi, quelli che preconizzavano una sconfitta contro il Chievo e altre disfatte nerazzurre. A qualcuno le sue parole hanno ricordato ‘il rumore dei nemici’ dello Special One ma l'obiettivo non è ricalcare le orme (comunicative) di Mou: «Questo accostamento mi mette in imbarazzo, bisogna farla finita. Mi tocca mettere distanza tra me che sono qui da due giorni e chi ha fatto la storia dell'Inter. Devo difendere la squadra e la comunicazione deve essere efficace. Sto dalla parte dei miei calciatori e se gli togliete qualcosa ‘esco fuori’ perché non mi garba». Spalletti aveva criticato l'atteggiamento «senza mordente» dell'Inter a Torino. Ma a tre giorni di distanza, il giudizio è meno aspro: «Abbiamo giocato con un'unica anima ma non è stata una partita perfetta. Non mi ha dato niente di nuovo, è stato come riguardare una foto che avevo già sul cellulare. Ha consolidato le certezze e dimostrato che possiamo migliorare». Passi avanti che vuole vedere da Karamoh, Cancelo, Dalbert, Padelli, Ranocchia ed Eder in campo col Pordenone. Squalificati D'Ambrosio e Miranda, non convocato Joao Mario per tonsillite. Ma guai a sottovalutare la squadra di Lega Pro che approda a San Siro con l'entusiasmo di chi vive un sogno. «Ho consumato la mia carriera da calciatore in quelle categorie e so cosa smuove una partita del genere. Venendo qui non ci sono cartelli con scritto ‘attenzione pericolo neve’ ma ‘attenzione pericolo Pordenone’. Le coppe nazionali sono zeppe di clamorose eliminazioni, loro si presenteranno qui con un top player fenomenale: Super, di nome, e Motivazione, di cognome». Lo stesso che dovrà avere l'Inter, con un possibile derby all'orizzonte (il 27 dicembre) che arricchisce il piatto ma non deve distrarre.

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