Campedelli: «Al Braglia dovrebbe esserci il Modena»
L'ex capitano gialloblù è tornato alla guida del Romagna Centro nello stadio che è stato suo per cinque stagioni
MODENA Nicola Campedelli sabato pomeriggio è tornato al Braglia, il suo stadio per cinque stagioni, ma per la prima volta non ha trovato il Modena. Una sensazione strana per chi è stato capitano di una squadra ora portata alla radiazione dai campionati professionistici e al fallimento dopo 105 anni di storia senza macchia. Una sensazione ancora più strana per chi, poco più di un anno fa, in quello stesso stadio veniva accolto tra gli applausi per la sua prima volta da avversario dopo l’addio nel 2007, seduto sulla panchina del Parma per la squalifica di Gigi Apolloni. Campedelli ora allena il Romagna Centro, formazione cesenate di serie D, e proprio ieri ha avuto l’occasione di vivere il Braglia in maniera del tutto inedita, contro il Castelvetro e con una Curva Montagnani desolatamente vuota come mai aveva visto: chiusa, come la gradinata, e priva dei suoi veri padroni di casa: «Rimettere piede al Braglia, rifare quel percorso fatto tante volte da giocatore per entrare in campo, passando nel tunnel degli spogliatoi, fa venire sempre i brividi. Non potrebbe essere altrimenti, dopo aver giocato a Modena per cinque stagioni. In fondo, però, questa volta c’era più delusione che emozione, perché questa è la casa del Modena e qui dovrebbe giocare il Modena. L’anno scorso sono venuto al Braglia da avversario alla guida del Parma, ho rivisto vecchi amici e uno stadio con tanti tifosi, oggi invece il Modena non c’è più. Per chi come me ha indossato la maglia gialloblù è una ferita enorme vedere come sia finita questa società e tutta la storia che aveva alle spalle. I miei ragazzi hanno avuto l’opportunità di giocare contro il Castelvetro in uno stadio glorioso: non c’è stato bisogno di farglielo notare, perché sin da quando siamo arrivati al Braglia ho capito quanto fossero emozionati e onorati».
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