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francesco acerbi uomo dei record 

«Dedico le 100 presenze ad Alan»

«Dedico le 100 presenze ad Alan»

«È un ragazzo malato di cancro che ha avuto la terza ricaduta»

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GENOVA. Francesco Acerbi è nella storia con la centesima presenza consecutiva in gare ufficiali. In pratica non perde un minuto dal 18 ottobre 2015. Un'impresa per pochi, anzi per pochissimi. E sembra quasi di ripensare a quando Eusebio Di Francesco, ora tecnico neroverde ora la Roma, a precisa domanda rispondeva: "Perché non faccio riposare Acerbi? E poi chi glielo dice, che non gioca?". E già, perché uno come lui è imprescindibile negli equilibri difensivi della squadra neroverde. Anche ieri una gran bella prestazione, con la netta vittoria nel duello con Zapata, gigante blucerchiato stavolta diventato quasi un topolino. «Beh, Di Francesco diceva giusto, perché se non scendo in campo io non faccio proprio giocare le partite - sorride Acerbi - naturalmente sono molto contento di aver raggiunto questo traguardo. Tutte queste partite di fila son riuscito a farle perché io penso sempre ad allenarmi, a vivere ed alimentarmi al meglio. Da quando ho superato la malattia, mi sono detto che avrei sempre dato il massimo, lasciando i rimpianti al passato. Ora vado all'assalto delle 162 partite di Zanetti? Beh, lui è un mostro».

Vero, perché la battaglia più importante vinta da Acerbi resta quella vinta - per due volte nel 2014 - contro un cancro. Di sicuro, molto più semplice marcare gli attaccanti avversari, anche quelli più quotati. Un'esperienza che ha lasciato un segno forte in questo ragazzo, che in campo si fa rispettare ma che - tra uno sguardo deciso ed un sorriso - non dimentica mai una carezza. «Voglio dedicare questa vittoria ad Alan, è un ragazzo che ha avuto la terza ricaduta. So che ora sta meglio. L'ho sentito e gli faccio un grande in bocca al lupo. Ho ricevuto tanti messaggi, dopo quell'esperienza, da chi come me ha dovuto o deve affrontare le malattie. Un'esperienza che mi ha cambiato», ammette lo stesso Acerbi.

Marco Bisacchi



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