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Mora sogna in azzurro ma la finale è lontana

Mora sogna in azzurro ma la finale è lontana

Nuoto. Si sono conclusi i campionati europei in vasca corta a Copenaghen Paltrinieri torna sul suo argento: «La sconfitta fa parte del percorso»

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L’ultima giornata di campionati europei in vasca corta presentava l’unica presenza gialloblu in batteria con Lorenzo Mora impegnato nei 50 dorso.

Il carpigiano con il 27° tempo realizzato (24.31) non è riuscito ad accedere alla semi che ha promosso solo il riccionese Simone Sabbioni il quale poi si è aggiudicato finale e titolo europeo in 23.05.

Un finale azzurro strepitoso che hanno portato al titolo continentale anche il bolognese Marco Orsi nei 100 misti, Luca Dotto nei 100 stile libero.

L’Italia ha vinto anche la classifica per nazioni e saluta la Danimarca con un medagliere di prim’ordine chiudendo a quota sedici, con cinque ori, sette argenti e quattro bronzi.

Sipario d'oro per la spedizione azzurra alla diciannovesima edizione degli europei in vasca corta alla Royal Arena di Copenaghen. Nell'ultima giornata gli azzurri si superano e vincono addirittura tre medaglie d'oro e un argento chiudendo a quota diciassette metalli con cinque ori, otto argenti e quattro bronzi) e sono leader della classifica per Nazioni (primo nel settore femminile e secondi in quello maschile dietro alla Russia); terzi nel medagliere dopo Russia e Ungheria; secondi per numero di medaglie dietro alla Russia. Un'europeo da incorniciare considerando l'assenza del campione del mondo Gabriele Detti, con Gregorio Patrinieri non al top e Federica Pellegrini che nella terza fase della sua infinita carriera ha deciso di virare sulla velocità pura.

«Ho dato quello che ho al momento - spiega il 23enne di Carpi, alla sesta medaglia in vasca corta (3 ori e 3 argenti) tra mondiali ed europei - Ho cercato di mantenere la nuotata il più possibile fluida ma dopo 500 metri ho cominciato a faticare. Mi dispiace perdere un 1500, ma può succedere in una fase di transizione. Dopo sei anni al centro federale di Ostia e tante vittorie avevo la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, di accrescere i miei stimoli anche in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ho iniziato un percorso che mi ha portato per dieci settimane in Australia; ci tornerò per altri tre mesi prima di capodanno. Sto crescendo come uomo ed atleta. Non ho rimorsi, né paure e timori; sono certo che l'esperienza che sto facendo mi arricchirà da tutti i punti di vista. Questa sconfitta fa parte di un percorso. Mi fa piacere che abbia vinto Romanchuk, perchè è un amico, oltre ad essere un ottimo atleta. L'avevo sempre sconfitto finora. Allenarsi insieme la scorsa stagione ha fatto bene ad entrambi. Sono certo che tornerò da Melbourne ancora più forte e che le esperienze acquisite, tra passato e presente, produrranno un mix strepitoso». (m.c.)



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