Stasera Carpi a Cittadella Calabro: «Esame difficile»
di Enrico Ballotti
Serie B. Il tecnico: «Loro squadra rodata che assomiglia molto al Frosinone Da anni portano avanti un certo tipo di progetto, sono un esempio per noi»
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Ultima trasferta del 2017 ed ennesimo impegno complicato di un rush finale di girone di andata terribile. Questa sera, ore 20,30, il Carpi sarà ospite del Cittadella. I veneti, da sempre avversario temibile, sono da considerare una delle big della categoria e, per di più, sono reduci da una lunga striscia di risultati positivi. Scontato dunque sottolineare tutte le difficoltà dell’impegno che, tra l’altro, sarà pure un remake degli scorsi playoff. «Ci approcciamo ad affrontare una squadra simile al Frosinone - inizia così mister Antonio Calabro - hanno mantenuto lo scacchiere della passata stagione. Stanno portando avanti un progetto importante, sono da prendere come esempio».
I motivi sono presto detti: «Cosa fa il Cittadella? Non si fa problemi di giocare in casa o in trasferta. Hanno concetti giusti e mentalità importante, sfruttano le loro caratteristiche contro il Palermo, il Carpi e pure con la Lazio in Coppa. Ci alleniamo tutti i giorni per dare un’identità del genere alla squadra. Qui a Carpi è iniziato un nuovo ciclo e stiamo creando qualcosa che spero ci permetta di avere caratteristiche ben delineate».
Quindi lavori in corso: «Mi aspetto quell’intraprendenza e quell’entusiasmo necessario per creare un certo tipo di atteggiamento per il futuro. I risultati e punti saranno solamente una conseguenza».
A minare questo processo gli infortuni che non hanno permesso a Calabro di schierare con continuità lo stesso undici. Il punto: «Rientreranno Poli e Pasciuti, qualche problemino lo abbiamo su Pachonik e Brosco. Poi c’è Bittante che dà segnali positivi, Concas sta trovando sempre più il ritmo. Assenti Manconi, Romano, Prezioso, Anastasio, Jelenic e Giorico. Mentre torna Capela che però dovrà essere centellinato perché con i guai muscolari non si scherza». Si diceva del remake degli scorsi playoff. Un turno preliminare terminato con la vittoria del Carpi: «Qui le partite vogliono dire tutte qualcosa - chiude Calabro che poi si spiega - così è stato col Frosinone e forse sarà così anche al “Tombolato”. Sono arrivato in un contesto che ha dato molte amarezze agli avversari, normale che le altre abbiano voglia di rivalsa. Ho il compito ingrato, si fa per dire, di tenere alta la bandiera. Sono comunque contento di questo e rinnovo i miei complimenti per quello che è stato fatto dalla società».
I motivi sono presto detti: «Cosa fa il Cittadella? Non si fa problemi di giocare in casa o in trasferta. Hanno concetti giusti e mentalità importante, sfruttano le loro caratteristiche contro il Palermo, il Carpi e pure con la Lazio in Coppa. Ci alleniamo tutti i giorni per dare un’identità del genere alla squadra. Qui a Carpi è iniziato un nuovo ciclo e stiamo creando qualcosa che spero ci permetta di avere caratteristiche ben delineate».
Quindi lavori in corso: «Mi aspetto quell’intraprendenza e quell’entusiasmo necessario per creare un certo tipo di atteggiamento per il futuro. I risultati e punti saranno solamente una conseguenza».
A minare questo processo gli infortuni che non hanno permesso a Calabro di schierare con continuità lo stesso undici. Il punto: «Rientreranno Poli e Pasciuti, qualche problemino lo abbiamo su Pachonik e Brosco. Poi c’è Bittante che dà segnali positivi, Concas sta trovando sempre più il ritmo. Assenti Manconi, Romano, Prezioso, Anastasio, Jelenic e Giorico. Mentre torna Capela che però dovrà essere centellinato perché con i guai muscolari non si scherza». Si diceva del remake degli scorsi playoff. Un turno preliminare terminato con la vittoria del Carpi: «Qui le partite vogliono dire tutte qualcosa - chiude Calabro che poi si spiega - così è stato col Frosinone e forse sarà così anche al “Tombolato”. Sono arrivato in un contesto che ha dato molte amarezze agli avversari, normale che le altre abbiano voglia di rivalsa. Ho il compito ingrato, si fa per dire, di tenere alta la bandiera. Sono comunque contento di questo e rinnovo i miei complimenti per quello che è stato fatto dalla società».
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