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Sassuolo, la rinascita dell’insostituibile Missiroli

Sassuolo, la rinascita dell’insostituibile Missiroli

La cura Iachini ha rigenerato il centrocampista calabrese pupillo di Di Francesco che ha “punito” contro la Roma, tornando al gol dopo quasi due anni di digiuno 

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Di Francesco ‘punito’ dal suo pupillo, l’unico giocatore che definiva “insostituibile”. E’ quello che è successo a Roma sabato scorso: giallorossi in vantaggio col gol dell’ex, di Lorenzo Pellegrini, poi raggiunti dalla rete del giocatore che, più di ogni altro anche più di Berardi, è stato ‘il giocatore’ di Di Francesco a Sassuolo, ovvero Simone Missiroli. Il centrocampista calabrese, arrivato dalla Reggina nel gennaio dell’anno di Fulvio Pea (quello precedente all’arrivo del Difra in neroverde), è stato simbolicamente e non solo l’uomo della promozione in serie A, con il gol storico e indimenticabile contro il Livorno al Braglia. Quella corsa, quel ‘Missiroli’ urlato a pieni polmoni da radiocronisti e tifosi, quel pallone nel sacco era valso la prima promozione del Sassuolo nel calcio dei grandi. Il ‘Missile’, poi, aveva faticato a decollare in serie A: nella prima stagione, col Sassuolo che annaspava in fondo alla graduatoria, l’eleganza della mezzala non era emersa in modo particolarmente efficace, tanto che il pensiero diffuso era che Missiroli fosse un grande giocatore per la B ma non adatto alla categoria superiore. Di Francesco, però, questo non l’ha mai pensato e, anzi, ha insistito sul numero 7 e lo ha pazientemente atteso fino a vederlo sbocciare come centrocampista completo. Tanto completo da aver stuzzicato club importanti, la Fiorentina in testa che era arrivata a tanto così dal portarlo nella città del Giglio. Le ultime stagioni, però, sono state costellate da infortuni di varia natura che avevano frenato la crescita del calabrese: impiegato giocoforza a singhiozzo, Missiroli sembrava aver imboccato anzitempo il viale del tramonto o giù di lì. Lo scorso anno nessuna rete, un impiego discontinuo per gli infortuni (appena 15 presenze tra campionato, con 13 gettoni, ed Europa League) e anche due stagioni orsono soltanto 22 presenze in campionato a certificare una condizione non ottimale e il gran numero di infortuni e successive ricadute. A 31 anni questa stagione, la prima senza Di Francesco, doveva essere quella del riscatto complice una preparazione effettuata senza intoppi in estate. Invece, un po’ per lo scarso feeling tecnico con Bucchi (che, comunque, lo ha impiegato con discreta continuità) un po’ una condizione generale difficile da stabilizzare, Missiroli aveva iniziato il campionato a scartamento ridotto. L’arrivo di Iachini, la possibilità di giocare con continuità (dettaglio molto importante da sempre per lui) e il ritorno a un 4-3-3 più simile a quello di Di Francesco (anche se meno spregiudicato) hanno fatto tornare il ‘Missile’ sulla rampa di lancio. Il gol segnato all’Olimpico, ironia della sorte contro il tecnico che più lo ha apprezzato e valorizzato, è stato la conseguenza quasi matematica di questa rinascita, l’ennesima del calciatore calabrese, figlio di un altro centrocampista (il padre, Battista, era di Ravenna ma a Reggio Calabria giocò e si stabilì dopo aver chiuso la carriera) che in Emilia ha trovato il massimo delle soddisfazioni. 173 presenze e 19 gol: questo è lo score complessivo di Missiroli con la maglia neroverde. Ma, a 31 anni, questi record sono destinati a essere superati e non di poco. Dando, ancora una volta, ragione al Difra.

Paolo Seghedoni

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