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Modena, l’acquisto del marchio dovrà essere una priorità

di Claudio Romiti
Modena, l’acquisto del marchio dovrà essere una priorità

Dopo il fallimento, per la rinascita del club dovrà essere assolutamente una delle priorità per il nuovo corso gialloblù

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MODENA Obiettivo marchio. Dovrà essere assolutamente una delle priorità per il nuovo Modena. Nato il 5 aprile 1912 come Modena FC, perché i modenesi possano sentirlo come proprio, il club che sorgerà dovrà prima o poi (meglio prima…) assumere il suo storico marchio. Quelle che lo ha sempre identificato, tranne i periodi in cui, per motivi socio-politici, dovette cambiarlo in ‘Modena Calcio’ (1935) poi in Gruppo Sportivo Modena (1944), ma pochi giorni dopo la Liberazione della città tornò ad essere Modena FC. Fino alla fine dello scorso novembre, al momento cioè del fallimento societario, nel cui calderone ovviamente è finito anche il marchio sportivo.

Chi gestirà l’asta fallimentare dovrà fare grande attenzione per evitare che possa finire in mani non sicure, anche perché il marchio di qualunque azienda o società è il suo principale elemento identificativo, quindi ha anche un valore economico. In inglese è il brand, in italiano la marca o, come si dice sempre più spesso, il marchio, un valore astratto che però assomma una serie di valori che hanno risvolti molto concreti, quali reputazione, notorietà, immagine e garanzia. Nel marketing il marchio, o la marca, è tutto, e il calcio non poteva sfuggire a questa regola. Tra l’altro dal decennio scorso gran parte dei club calcistici più importanti hanno ceduto il proprio marchio a un’altra società dalla quale però hanno iniziato immediatamente, quindi senza separarsene, a ricomprarlo a rate. Una sorta di prestito mascherato.

E’ estremamente significativo che per superare momenti difficili tante società calcistiche, tra le quali anche il Modena di Amadei, abbiano sfruttato il loro brand. Nello stesso periodo Milan, Inter, Roma, Lazio, Samp, Brescia, Chievo e tante altre vi sono ricorse. A conferma che il marchio è il simbolo più importante per i tifosi, ma anche il pilone portante del club. Ulteriore dimostrazione della sua importanza arriva dalle vicende delle tante società calcistiche che negli anni scorsi hanno subito lo stesso destino capitato ora a quella gialloblù: tutte quelle che ne hanno potuto hanno ricomprato il marchio sportivo originale. A Napoli dopo il fallimento (2004) il nuovo patron Aurelio De Laurentiis fondò il Napoli Soccer, ma tornato in B (2006) acquistò lo storico brand, Società Sportiva Calcio Napoli. A Firenze, dopo il fallimento i Della Valle ripartirono con il club Florentia Viola, ma un anno dopo acquistarono i colori e il marchio storico Associazione Calcio Fiorentina. Dopo il crac del 2005 il Torino tornò Torino FC, la Spal dopo alcuni fallimenti è finalmente tornata S.P.A.L, anche se 2013 e non 1907. Il Parma rinato tre anni fa come Società Sportiva Dilettantistica Parma Calcio 1913, è di nuovo Parma FC 1913. Stesso percorso, tra le altre, anche di Perugia e Venezia, e l’elenco potrebbe continuare.


 

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