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Modena fallimento anomalo ma la D è probabile

di Claudio Romiti
Modena fallimento anomalo ma la D è probabile

Caso raro il default a campionato in corso. Ecco i precedenti di club professionistici spariti e poi rinati

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MODENA Non ha un presente e, per il momento, neppure un futuro. Il Modena esiste solo nel passato, ma l’attenzione di tutta la città è rivolta soprattutto al futuro, nell’attesa di notizie che alimentino la speranza di una rinascita. Per la quale, come dimostrano i casi di altri club che citiamo, è spesso decisivo il ruolo del Sindaco. Dal fallimento è trascorso più di un mese, dalla radiazione già due, ma questo è un fallimento anomalo. Solitamente infatti il default di un club calcistico si verifica a fine stagione, ma Caliendo ci ha voluto regalare l’emozione del tracollo a campionato in corso. Già, ma uno che aveva la presunzione di insegnare a noi, e a tutto il mondo, come si fa calcio poteva mai accontentarsi di un fallimento banale, banale a fine campionato? Il risultato sarà quindi un buco nero, la stagione 2017/’18, che rimarrà per sempre nella storia gialloblù.

La domanda più urgente adesso però è questa: quando rinascerà il Modena? Essendo impossibile prevederlo, diventa allora interessante andare a vedere come è andata alle altre società calcistiche fallite negli anni scorsi. Diciamo che quasi tutte sono saltate a fine campionato, ma anche ripartite subito nella stagione successiva, ovviamente in categorie inferiori. La casistica è tanto nutrita quanto varia, quindi merita un elenco abbastanza lungo.

L’attuale capolista della Serie A, il Napoli, è in Serie B, quando il 30 luglio 2004 arriva il fallimento, ma già il 6 settembre Aurelio De Laurentiis con il Napoli Soccer ne rileva il titolo sportivo e viene iscritto alla C1. La Fiorentina fallisce alla fine della Serie A 2001/’02, però l’1 agosto ecco la Florentia Viola dei Della Valle, ammessa alla C2 per meriti sportivi. Anche la vicenda del Torino non è indolore, ma si risolve positivamente con grande rapidità: il 15 luglio 2005 viene escluso per problemi economici, in agosto una nuova società, Società Civile Campo Torino, poi si chiamerà Torino FC, grazie al Lodo Petrucci è ammessa alla Serie B e dopo il fallimento del vecchio club ne acquisirà l’eredità legale. Meno fortunato fu il Palermo: fallito nel 1986 a fine stagione, saltò interamente quella successiva, tornando a esistere dal torneo 1987/’88 in C2. Trent’anni dopo la storia si ripeterà per il Modena. Andò molto meglio al Bari nel 2014: in febbraio apre la procedura di auto-fallimento, dichiarato ufficialmente il 10 marzo, il 23 maggio i beni aziendali non ancora pignorati, tra cui prima squadra e giovanili, e titolo sportivo dopo un’asta sono rilevati dalla nuova società guidata da Paparesta. Nel 2009 il Pescara Calcio salta per aria a fine campionato di Lega Pro, ma nasce subito la Delfino Pescara 1936, che rileva tutto, compresi i debiti calcistici, e mantiene la categoria ripartendo immediatamente. Nel luglio 2012 l’US Foggia non s’iscrive alla Lega Pro, ma nello stesso mese nasce l’ACD Foggia Calcio ammessa alla Serie D, idem il Salerno Calcio dopo la sparizione della Salernitana. Serie D che sarà la probabile categoria del nuovo Modena, probabile ma non certa, come dimostrano questi casi: nel giugno 2012 la Triestina fallisce, in agosto il nuovo club (Unione Triestina 2012 Società Dilettantistica) s’iscrive in Eccellenza; nel 2003, dopo il fallimento dell’U.S. Alessandria Calcio (C2), la nuova società è ammessa in Eccellenza, ma senza maglia né stadio, che riavrà solo dopo un anno; il Ravenna, fallito in D nel 2012, riparte dalla Promozione; il marchio del fallito Piacenza, sempre nel 2012, viene ceduto in affitto alla Società Sportiva Dilettantistica Lupa Piacenza che milita in Eccellenza, e che nel 2016 tornerà Piacenza Calcio 1919. Interessanti poi i casi dei nuovi Venezia (2009), Perugia (2010), Siena (2014), Padova (2014), Parma (2015) e Pisa (2009) che ripartirono dalla D come società in soprannumero, mentre la Lucchese (2012) lo fu in Eccellenza.

 

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