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Gas aperto per Paolo Ceci: «Non posso fare calcoli»

di Claudio Flori
Gas aperto per Paolo Ceci: «Non posso fare calcoli»

Ieri giornata di riposo alla Africa Eco Race. Parla il prignanese leader tra le moto: «Sono soddisfatto, ma ora devo sbagliare il meno possibile senza amministrare»

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Dopo la giornata di riposo a Dakhla, nel profondo sud sul mare del Marocco, la grande corsa della 10ª edizione della Africa Eco Race riparte per giungere al termine sul Lago Rosa di Dakar. Il primo bilancio dei nostri portacolori è certamente roseo per il biker Paolo Ceci, che questi primi 2672 km di cui ben 1870 in prove speciali, li ha fatti da vero protagonista vincendo tre tappe sulle cinque disputate. Tappe che ha definito impegnative anche per quanto concerne l’orientamento, e su questo ieri in un commento social ha dichiarato di essere soddisfatto per aver finora sempre trovato la giusta navigazione senza commettere errori. Di certo, il leader della classifica moto, in sella alla Ktm 450 Rally del team padovano CrossParts, è contento per questa sua prima settimana visto anche il vantaggio accumulato sul secondo, ma la concentrazione deve rimanere alta in vista della seconda parte di gara che si prevede altrettanto impegnativa se non peggio. Finora la gara è stata molto più selettiva dell’anno scorso tanto è vero che molti sono già fuori gara. «Abbiamo fatto speciali di oltre 400 chilometri su terreni molto complessi - spiega Ceci - e per chi non conosce il Marocco, ci sono molte pietraie e piste veloci, in più abbiamo già affrontato i primi attraversamenti di dune molto complesse e per questo non posso esse che molto positivo per questa prima parte di gara. Dal punto di vista sportivo mi dispiace per le noie che ha avuto alla moto Pal Ander Ullevalseter ora fuori dalla lotta al podio finale, ho comunque trovato dei rivali importanti come Oliveira attuale secondo e ragazzo giovane che da anni corre nel mondiale enduro. Ora arriva la Mauritania con il suo deserto e la soffice sabbia e da quel che ricordo dell’anno scorso non c’è da dormire sonni tranquilli. Non è di certo il momento di amministrare ma neanche quello di rischiare, quindi andiamo avanti così cercando di sbagliare il meno possibile». Se queste sono le prospettive del prignanese Paolo Ceci, con lo spirito passionario che lo ha portato a continuare, in gara c’è ancora anche il vignolese Stefano Pelloni alla sua prima da driver di quel bugghy Yamaha YXZR 1000 navigato da Gianluca Crociani. Alla tappa di riposo di ieri sono arrivati dopo aver saltato la quarta tappa e ora sono al 47° assoluto tra le auto ma nella loro classe T3 nonostante la forfettaria sono al 9° posto. Per tutti oggi riparte la corsa con altri 650 km che porteranno a Chami in Mauritania dopo aver da subito fatto i primi 429 km di trasferimento per passare il confine nei pressi di Boulanouar. Da qui cambio radicale di terreno e la sabbia sarà la regina della prova speciale di altri 211 km poi ultimi 10 in trasferimento fino al bivacco di Chami. E come direbbe Stefano Pelloni, detto il Pelo con allegria, “su le mani” e fuoco alle polveri.

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