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C’era una volta il Mondiale al PalaPanini...

C’era una volta il Mondiale al PalaPanini...

Nel 2010 Modena ospitò Usa e Russia nella rassegna iridata maschile, nel 2014 toccò alle donne

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C’era una volta il Mondiale a Modena: altri tempi, nemmeno troppo lontani, ma che oggi sembrano distanti purtroppo anni luce. Eppure era solo il 2010 quando il PalaPanini si vestì a festa divenendo sede della rassegna iridata: una città intera si mobilitò per dare il benvenuto a fuoriclasse assoluti e a potenziali campioni che sarebbero diventati tali di lì a qualche anno. Quel Mondiale portò nel “Tempio del Volley”, cioè al PalaPanini, la Russia di Daniele Bagnoli in una prima fase in cui tutti scoprimmo Australia, Camerun e Porto Rico. Fu solo l’inizio di una vera festa della pallavolo, una festa doppia, perché a Modena furono assegnate anche le finali dal 5° all’8° posto. E lì tutti a stropicciarsi gli occhi per gli Usa di Stanley e Priddy o ad applaudire la Bulgaria all’epoca guidata da Silvano Prandi e la Germania di Grozer. Quattro anni appena ed ecco Modena ancora caput volley, questa volta grazie al Mondiale delle donne. Anche in questo caso meravigliosa festa dello sport, con città, istituzioni e appassionati a dare un significato a quella che fu una esperienza fantastica: di nuovo Russia, con Kosheleva e Goncharova, ma anche la Turchia di Massimo Barbolini e gli Usa di Karch Kiraly, che quel Mondiale l’avrebbero poi vinto a Milano, diedero visibilità planetaria a Modena. Sono passati 4 anni da allora e l’Italia si appresta, con la Bulgaria, ad ospitare il terzo Mondiale di fila: lo aprirà un ex gialloblù, Yuki Ishikawa il 9 settembre con il suo Giappone, a Roma al Foro Italico contro gli azzurri. Stavolta Modena, che a suo tempo decise di non candidarsi, non ci sarà. Torino, Firenze, Milano, Bologna e anche Bari beneficeranno dell’evento: e allora a noi non resta che ringraziare chi ci regalò quelle emozioni mondiali (su tutti Vasco Lolli, allora consigliere federale, e Antonino Marino, allora assessore allo sport) e la nostalgia dei bei tempi andati.

Fabio Rossi



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