IL PERSONAGGIO
Verdi: «Al Napoli un no col sorriso»
La punta resta a Bologna: «Voglio crescere qui, a giugno si vedrà»
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BOLOGNA. Segna di destro e segna di sinistro, i tifosi se ne innamorano per i suoi gol, quasi sempre bellissimi, gli allenatori lo adorano perché sul fronte offensivo può giocare pressoché ovunque con la stessa efficacia. La tessera numero uno del fan club di Simone Verdi ce l'ha in tasca Maurizio Sarri, che lo ha allenato a Empoli e voleva a tutti i costi portarlo al Napoli. Ma Verdi ha detto di no. Un no «col sorriso», ha spiegato, che è più che altro un sì al Bologna. Ma che è comunque un no: a un sensibile aumento di stipendio, alla possibilità di giocare in Europa, al sogno di lottare per lo scudetto. Simone Verdi resta a Bologna «perché ho preso un impegno e perché voglio completare qui il mio percorso di crescita», ha spiegato anche per rispondere a quei tifosi napoletani che se la sono presa con lui per il gran rifiuto. A 25 anni compiuti l'etichetta di eterna promessa non la vuole più, ma non vuole nemmeno rischiare di passare a Napoli più minuti in panchina che in campo. Ha preferito restare a Bologna, dove si è guadagnato lo status di stella e dove il pubblico è andato in visibilio per la storia romantica del giocatore che rifiuta una big per restare in una squadra che non lotta per i grandi traguardi. «Ho scelto Bologna - ha detto Verdi - cosa succederà a giugno si vedrà. Sapevo che andavo a giocarmi l'Europa League e lo scudetto fino all'ultimo, ma non c'entra il discorso su una maglia sicura da titolare. Se vai in una squadra così sai che devi guadagnarti il posto tutti i giorni».
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