Modena, gli uomini del sindaco
Galassini, Morselli, Ferrari, Salerno, Grani e Luca Toni in Comune
MODENA Primo atto, ufficiale, di un nuovo inizio per il calcio a Modena sotto l’egida del Comune. Può essere tranquillamente definito così il summit avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in municipio. Diversi gli interlocutori del sindaco Muzzarelli e dell’assessore Guerzoni. Eccoli: Luca Toni, Giuliano Grani, Carmelo Salerno (Safim), Paolo Galassini (Usco), Paolo Ferrari (Salumificio Ferrari Erio), Luigi Odorici (Bper), Giuliano Sacchi (Riacef), Gianlauro Morselli (Emiliana Serbatoi). A questi si sono aggiunti anche il curatore Claudio Trenti e l’avvocato Mattia Grassani. A destare curiosità proprio la presenza di quest’ultimo. Perché anche lui in Comune? Semplice consulente? A precise domande, Grassani ha risposto “cucendosi” la bocca con la sua classica goliardia. Non una parola, nemmeno quando gli è stato accostato il nome di Stefano Bonacini, attuale patron del Carpi. Lo stesso mister Gaudì, interrogato, ha smentito. Resta dunque questo l’unico grande punto interrogativo nelle due ore passate in Piazza Grande che presto dovrebbe ospitare anche Romano Amadei. Come resta top-secret quello che le parti si sono dette negli uffici comunali. Al termine della chiacchierata ci ha pensato l’assessore allo sport Guerzoni a fare il punto: «Intanto ci tengo a ringraziare chi era qui stasera. Avevamo raccolto la disponibilità di circa diciotto personalità, abbiamo avuto qualche defezione per impegni vari, ma ai tempi tutti si erano detti disponibili a ragionare sulla rinascita del calcio cittadino. Voglio sottolineare che quello di stasera era un tavolo “Made in Modena”, tutti imprenditori seri e del territorio. Abbiamo analizzato i profili giuridici e sportivi necessari per avviare una nuova avventura. Mi sento di dire che ci siano le condizioni per immaginare un qualunque tipo di ripartenza». Gli obiettivi: «Prima di tutto c’è l’iscrizione al prossimo campionato di serie D e per fare questo ci voglio risorse, nuova società e titolo sportivo. Inoltre serve un progetto di tre o cinque anni. Abbiamo ricordato, poi, che siamo un ente pubblico e questo sarà il nostro ruolo». Guerzoni continua: «Il “Braglia” che è a servizio del progetto e di conseguenza della città. Come detto il “Made in Modena” è importante, non vogliamo avventurieri».
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