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Fenoglio: «Brutto perdere, ma io sono soddisfatto»

Fenoglio: «Brutto perdere, ma io sono soddisfatto»

«Siamo sempre stati avanti contro una squadra costruita per vincere il tricolore» «La prova di Barun? Forse ha sentito un po’ troppo la partita, non era lei»

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Alla fine del match prende la parola uno dei grandi ex, il coach bianconero Marco Fenoglio: «Quando perdo non sono mai tanto contento, ma oggi lo sono abbastanza perché in questa partita la mia quadra è stata quasi sempre avanti in tutti e tre i set contro una rivale come Novara attrezzata per vincere lo scudetto. Noi siamo scesi in campo, invece, con un innesto nuovo, una ragazza che non ha mai giocato in posto quattro quindi posso dirmi soddisfatto».

E a chi gli chiede dels econdo set sfuggito in modo incredibile...

«Di sicuro c’è il rammarico specialmente per come si è concluso quel secondo set, chiaramente anche viste le condizioni fisiche loro portare la gara sull’1-1 poteva cambiare tutto, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Loro credo abbiamo poi vinto la partita a muro, il dato dice 16 a 4 quindi la differenza grossa è stata fatta lì».

Poi è il momento degli amarcord.

«Il mio ritorno a Novara? Bello, mi sono divertito un sacco. Sono venute anche le ragazze con cui lavoravo a Mondovì nella prima parte di questa stagione ed è stata una festa».

Infine un giudizio sull’altra attesissima ex, Katarina Barun.

«Forse ha sentito un po’ più la partita, non volevo cambiarla poi ad un certo punto ho provato trovandoci punto a punto e cercando di pescare qualcosa. Di sicuro, però, oggi non era lei e ha chiuso con numeri inferiori rispetto al suo standard. Come detto, però, vado via comunque contento perché credo che con un po’ più di criterio in certe situazioni potevamo ritrovarci avanti 2-0 e sarebbe stato anche normale. Loro sono forti a muro, Plak ha fatto una partita spaziale ed Egonu vince di prepotenza fisica passando sopra con i propri colpi. Questo fa la differenza con loro che sono una squadra che non gioca primo tempo o pipe, ma in sostanza hanno giocato in due visto che Enright ha fatto solo 3 su 16».

Una protagonista positiva del match è stata la centrale Raffaella Calloni: «Dispiace perché un po’ abbiamo buttato via noi la partita, mentre loro sono salite in cattedra nei finali di set con la loro fisicità. Abbiamo dato una mano sprecando un po’ troppo, ma la cosa buona è che siamo rimaste lì tutto il tempo. Ancora, però, c’è un po’ di giovinezza e innocenza nello sprecare delle palle che dobbiamo imparare a gestire meglio. Credo, però, che stiamo crescendo, mentre per quanto riguarda me sto meglio, come ho detto l’altro giorno non sono ancora al 100%, ma almeno riesco a dare una mano alla squadra che è la cosa più importante ed anche quello che voglio fare».

«Cosa manca per crescere ancora? Penso che dovremo ancora migliorare un attimo la ricezione per aiutare Ferretti a giocare di più con noi centrali, in modo da proporre anche un gioco meno scontato con le schiacciatrici. Poi dobbiamo imparare, come già detto, a gestire meglio le palle non buone o quelle che ci capitano in momenti di difficoltà perché a muro e in difesa va bene, quindi facciamo giocare le avversarie e pensiamo a murare e difendere».



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