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Lotta al doping: Modena schiera Gustavo Savino

di Fabio Rossi
Lotta al doping: Modena schiera Gustavo Savino

Entra nella Commissione sezione di Vigilanza  Oggi parteciperà alla prima riunione a Roma 

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Ci fosse una pagella per lo staff la sua sarebbe: “Forse non lo noti, ma lui in panchina c’è, sempre, voto 10”.

Gustavo Savino, semplicemente il “Doc” per tutte le ragazze della Liu Jo, o “Gus” per gli amici, non scende in campo, non schiaccia, riceve o difende, ma è semplicemente fondamentale per la Liu Jo di cui è medico sociale.

Tra le tante battaglie, sportive, che conduce quotidianamente, c’è n’è una in particolare che lo sta accompagnando da anni, quella al doping. E proprio in questo campo il “Doc” ha appena ottenuto uno straordinario successo personale essendo stato nominato membro della Commissione della sezione di Vigilanza e controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Ministero della Salute. Responsabilità massima, battaglia ardua, appena 11 i membri che ne fanno parte: oggi Savino partirà per Roma dove parteciperà alla sua prima riunione della Commissione.

CHI È IL “DOC”

«Sono partito da Salerno per raggiungere l’Emilia il 15 febbraio del 2000 ed in 18 anni sono successe molte cose, a Modena, da specializzando in farmacologia nel 2001 (tardi perché alla mia età di allora, 31 anni, quasi tutti i colleghi erano già specialisti… ma io in compenso avevo lavorato in emergenza, guardia medica e casa di reclusione a Milano-Opera con i detenuti tossicodipendenti) conobbi il dott. Tripi che mi propose una collaborazione per un progetto sulla lotta al doping, il Tallone d'Achille. Fu un'esperienza indimenticabile, preparammo lezioni per atleti e studenti, istituimmo un servizio di consulenza telefonica con numero verde sui farmaci nello sport, partecipammo a convegni e trasmissioni televisive, anche Rai 1 venne a girare un servizio per il tg. Insomma a pochi anni dalla legge 376 del 2000 che istituiva una commissione Ministeriale per la vigilanza sul doping, il doping che diventava anche un reato in Italia per il nostro codice penale, parlarne era interessante anche per la stampa.

Nel 2005 fu istituito il Centro Regionale Antidoping dell'Emilia Romagna con sede a Modena, di cui sono oggi coordinatore tecnico, la sede fu riconosciuta in Modena per esperienza sul tema, grazie proprio al Tallone d'Achille.

Nel tempo l'impegno si è intensificato e la passione e l'entusiasmo sono cresciuti.

Mi ha sempre affascinato la farmacologia e la sua evoluzione nella storia, contemporaneamente anche l’innata capacità dell’essere umano di essere attratto dai farmaci fino a diventarne dipendente in alcune circostanze. Lo studio della farmacologia è oltre che chimica e biochimica anche psicologia e sociologia.

MODENA CALCIO E VOLLEY

«Ho capito che per comprendere il fenomeno dovevo studiare la vita, la fisiologia e la psicologia dell'atleta, grazie al dott. Tripi che mi ha fatto conoscere il mondo dello sport modenese ho potuto collaborare con lui come Medico Sociale del Modena Calcio in serie B negli anni 2008-2009. Il recente fallimento del Modena Calcio ha scosso molto anche me, da non emiliano, mi ha molto rattristato vedere il degrado di una realtà anche attraverso la rovina e la devastazione subite da un impianto sportivo come lo stadio Braglia in cui ho trascorso molte ore della mia passata attività. Sono però certo che l’entusiasmo e la dedizione di questa città riporteranno il calcio locale ai livelli che Modena merita.

VOLLEY CHE PASSIONE

«Contemporaneamente all’impegno “calcistico” nacque la passione per la pallavolo, conobbi il volley femminile a Carpi nel 2006 e iniziai una collaborazione (interrotta solo dalla parentesi canarina) che oggi è diventata parte della mia attività di medico dello sport. Con le ragazze mi trovo benissimo, si lavora davvero con soddisfazione e spero che di soddisfazioni il gruppo attuale ne abbia anche in campo, tutte davvero meritano un risultato importante, sono fiducioso anche alla luce dei nuovi acquisti e dell'impronta data dal coach».

SPORT NEL SANGUE

«La specializzazione in medicina dello sport l'ho conseguita a Napoli, quando già ero specialista in Farmacologia, per perfezionare le mie competenze e dare un senso più concreto alla mia formazione. La continua ricerca e lo studio sulle sostanze dopanti ed i relativi rischi sulla salute mi hanno permesso di collaborare con i Carabinieri del NAS per cui sono stato e sono consulente, fin dall'operazione TITANO che a livello nazionale produsse inchieste sulla diffusione del doping in ambito amatoriale.

IL DOPING NELLO SPORT

«Credo che il doping sia un fenomeno sociale da non sottovalutare, la ricerca del risultato col minimo impegno porta spesso, a qualsiasi livello, alla ricerca di scorciatoie talvolta pericolose. Occuparsi di doping non è facile, non se ne parla facilmente, molti pensano che sia un fenomeno distante, di pertinenza dello sport d'élite. Il doping invece dilaga proprio dove non esistono controlli, dove non c'è informazione e cultura. L'attenzione al fenomeno dovrebbe essere sovrapponibile a quella posta nei confronti di alcolismo, tabagismo e tossicodipendenze. L'Emilia Romagna per fortuna, grazie ad una particolare sensibilità della Regione ai temi della promozione di sani stili di vita ha riconosciuto alla lotta al doping da anni la giusta rilevanza, in sinergia con gli intenti regionali l’Azienda USL di Modena ha accolto e sostenuto con impegno le attività del Centro Regionale Antidoping e del Servizio di Medicina dello Sport che nella realtà territoriale modenese non si occupa esclusivamente di certificazione di idoneità sportiva ma ampiamente anche di temi legati alla promozione di salute a 360 gradi».

IL RAPPORTO CON I CAMPIONI

«Grazie alle numerose esperienze di lavoro ed alle passioni sportive ho potuto conoscere grandi campioni nello sport a Modena diventati poi anche amici, tra i quali Salvatore “Sasà” Bruno, Alex Pinardi, Francesca Piccinini, Franco Bertoli, e molti altri che mi hanno insegnato quanto siano importanti nello sport la dedizione, la serietà, la fatica e l’impegno professionale proprio nel momento della carriera in cui non hai da dimostrare più nulla perché sei già un professionista riconosciuto».

IL “MAESTRO”

«Tutto questo percorso non avrebbe avuto luogo e senso senza la guida del dott. Ferdinando Tripi che non ha bisogno di presentazioni ma che mi ha insegnato tantissimo nel campo della medicina dello sport, sia come professionista stimatissimo che come amico, è stato anche mio testimone di nozze. Abbiamo ideato e realizzato tanti progetti insieme e se la Medicina dello Sport a Modena ha enorme prestigio lo si deve al suo lavoro degli ultimi 20 anni. Anche ora che è in pensione da pochi mesi, continuiamo a collaborare ed i suoi consigli risultano sempre preziosissimi.

Il suo pensionamento gli ha imposto le dimissioni dalla Commissione della sezione di Vigilanza e controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Ministero della Salute, la Regione Emilia Romagna ed il Ministero della Salute hanno individuato nel sottoscritto il suo sostituto con Decreto Ministeriale del 22 dicembre 2017. I lavori della commissione proseguiranno fino a giugno, poi sarà rinominata. Anche se per breve tempo proverò a fare del mio meglio, è come essere convocati in Nazionale per me, in quella commissione che nacque quasi contemporaneamente al mio arrivo in città, qui a Modena nel 2000.

I CASI VICINI A NOI

«Il doping in Emilia? Casi ce ne sono stati e ce ne saranno, spero sempre meno, lo sport sta prendendo coscienza dei rischi per la salute derivanti dall’uso di sostanze, bisogna lavorare sui giovani affinché ripongano fiducia nelle proprie risorse, riconoscendo i propri limiti, allenando le qualità migliori e la capacità di ragionamento critico».

 

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