Berardi si risveglia, i neroverdi incrociano le dita
Lo splendido gol (di destro!) al Torino può simboleggiare un nuovo inizio, per lui e per la squadra
16, 15, 7, 5 (+5), 2. Non è una equazione, ma il numero di reti messe a segno da Berardi da quando il Sassuolo è in serie A. Le prime due stagioni avevano fatto pensare allo sbocciare di un fenomeno del calcio, italiano, europeo, mondiale. 16 gol nel primo campionato, uno in meno nel secondo, 31 reti in 61 partite giocando da esterno offensivo a 21 anni da compiere, numeri che nemmeno un certo Leo Messi poteva vantare alla stessa età. Poi… poi una involuzione dettata da infortuni, rifiuti (i due alla Juventus, più quelli del Sassuolo di cederlo dopo quei no ad altre squadre), capricci veri o presunti. Sette col nella terza stagione, con qualche rigore ‘regalato’ ai compagni di squadra a fine stagione a compromettere la doppia cifra, appena 5 nella stagione scorsa, ma con altrettante reti segnate in Europa League nei preliminari. Già, perché agli osservatori attenti non sarà sfuggito che l’ultima annata con Di Francesco in panchina era iniziata benissimo per Berardi, a segno in tutte le partite ufficiali disputate, fino a quel maledetto infortunio al ginocchio nella gara (stregata, ricordate la famosa pec?) contro il Pescara dove peraltro il 25 del Sassuolo aveva segnato prima di infortunarsi. Un ritorno difficile, tribolato, segnato da stop and go e da problemi mai chiariti in modo netto (l’infortunio fu sottovalutato? Ci fu un errore diagnostico o nel recupero? Ci fu una ricaduta?), per una stagione non soddisfacente. Questa, nei sogni del Sassuolo, doveva essere quella del riscatto per Berardi, coccolato da un contratto principesco (2 milioni netti a stagione fino al 2021) e dal rifiuto alla cessione verso Napoli (quando, l’ultimo giorno di mercato, i partenopei misero sul piatto 20 milioni di euro più Zapata). L’uomo più chiacchierato del mercato neroverde, però, non ha ingranato tra le difficoltà della squadra a prendere il ritmo con Bucchi e qualche acciacco di troppo. Un solo gol, su rigore, a Roma contro la Lazio nel tremendo 6-1 rifilato ai neroverdi dalla squadra di Inzaghi, e poche giocate da Berardi.
Tutto questo fino a domenica, fino all’8’ della ripresa della gara contro il Torino quando è arrivato il primo gol (e che gol!) su azione di Mimmo in questo campionato. Un destro a giro che ha lasciato annichilito Sirigu e che rappresenta il contrario di quello che ci si aspetta: per un tutto mancino come Berardi segnare così di destro sembra quasi significare un ribaltamento del tavolo. O, tutti lo sperano ma lo dicono sottovoce, un nuovo inizio. Per lui e per il Sassuolo.
Paolo Seghedoni
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