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Azimut incompiuta: vince la Lube

di Fabio Rossi
Azimut incompiuta: vince la Lube

Primo set da manuale, l’infortunio di Argenta nel secondo cambia la storia della partita

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Bella, ma incompiuta. Bellissima per un set, il primo, in cui impartisce lezioni di pallavolo alla Lube, ancora bella fino al 16-15 del secondo, quando il destino decide che Modena non potrà sublimare l’impresa di Civitanova in campionato nel “capolavoro di Bari”.

Cosa accade in quel momento per cambiare completamente volto all’incontro? Succede che Andrea Argenta, volto nuovo Azimut, meraviglioso protagonista della sfida, con 9 punti, 8 su 8 per un incredibile 100% in attacco e 1 muro, nel tentativo di fermare una conclusione di Juantorena, ricade male a terra sulla caviglia destra. Rientrerà nel finale di set, ma sarà solo un inutile generoso tentativo di non arrendersi al fato. Partita finita per lui, ma anche per un’Azimut che la forza di rimanere avanti fino al 21-20 prima di vedersi beffare ai vantaggi da un servizio di Christenson che il nastro della rete trasforma nell’imprendibile ace del 26-24, Lube, 1-1.

Stoytchev ricorre a Sabbi e lo getta nella mischia, ma anche l’opposto titolare è reduce da un infortunio serio e la sua alla fine è una presenza “momentanea”, tanto da essere sostituito dal giovanissimo Pinali nella quarta frazione.

Il match però, ha già cambiato direzione dall’inizio del terzo set anche perché alla sfortuna record di Modena si è aggiunto il ravvedimento, provvidenziale per Civitanova, di coach Medei, che dopo aver schierato all’inizio una Lube spenta con Kovar in zona 4 e Stankovic al centro, capisce che per sperare in un miracolo ha bisogno di Taylor Sander su palla alta e di Candellaro, (7 su 8 in attacco 88%, 3 muri, 2 ace) per aiutare Sokolov a caricarsi la squadra sulle spalle. L’opposto bulgaro quando vede il “giallo e blu” delle maglie di Modena carica come un toro furioso, ma lo fa con una classe e una forza devastante degna del premio da “Mvp” del match: 20 su 30 e 67% in attacco, 2 muri e 2 ace, 24 punti complessivi dicono tutto. Sul campo il bulgaro è quello che tiene la Lube a galla nei momenti più delicati, ma soprattutto quello che scava i break decisivi, come nelle fasi iniziale del quarto e definitivo set, quello in cui ad un certo punto la partita si riduce ad una sfida 2 contro 6 o quasi, cioè la Lube da una parte, Bruno e Ngapeth dall’altra.

Il francese sarà anche non al 100%, ma regala numeri da fenomeno in difesa, ricezione ed attacco, ma da solo o quasi alla fine non può bastare a invertire la decisione presa dal destino con l’infortunio di Argenta.

I NUMERI

A muro le due squadre si equivalgono, 8-7 Lube, come in attacco, 50% per i marchigiani contro il 52% di Modena, che grazie a Bruninho riesce ad avere efficacia migliore degli avversari nonostante un ricezione in sofferenza, appena 18% da doppio più e 46% totale, Christenson dall’altra parte ha palla molto più spesso in mano (66%, 34%), ma non è che la Lube benefici molto di una ricezione migliore. Infine meglio Civitanova in battuta con 7 ace, 3 subiti da Rossini, 2 da Pinali 1 a testa da Urnaut e Ngapeth, rispetto ai 4 dei gialloblù.

SCELTE TECNICHE

C’è chi alla fine eccepisce sulla scelta di Stoytchev di affidarsi a Pinali e non a Van Garderen quando anche Sabbi alza bandiera bianca, ma avesse deciso diversamente al tecnico bulgaro ora tutti sarebbero qui a contestare l’uscita, obbligatoria di Holt. Tutte sfumature, perché alla fine per una volta il solito ritornello di una Lube che ha due squadre a disposizione lascia il tempo che trova. Nessuno può fronteggiare in una final four di Coppa Italia la mancanza di un opposto di ruolo, tanto meno l’Azimut, condannata stavolta come direbbe qualcuno non tanto da colpe proprie, ma più semplicemente da un “Karma avverso”. E ora non restano che i play off da approcciare con lo spirito dei Galli di Asterix e Obelix, magari litigiosi, ma sempre “Tutti per uno e uno per tutti” nella speranza che anche allora il “cielo non ci cada sulla testa”.



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