Serra Zanetti jr e Melbourne 20 anni dopo
Tennis. La sua allieva Elisabetta Cocciaretto in semifinale juniores come lei all’Australian Open
Era il 1998, Antonella Serra Zanetti doveva ancora entrare stabilmente tra le prime cento giocatrici del mondo, ma proprio quell’anno di capì che poteva fare la differenza. La più piccola delle sorelle del tennis modenese, per questo Serra Zanetti jr, fu protagonista di un grandissimo tabellone nel torneo juniores dell’Australian Open e venne sconfitta soltanto in semifinale da Jelena Kostanic, tennista croata arrivata poi tra le prime 30 giocatrici al mondo.
Perchè questa storia? Perchè pochi giorni fa, a vent’anno esatti di distanza da quel grande risultato, soltanto una persona è riuscita a replicare quel traguardo, la sua allieva Elisabetta Cocciaretto.
«Io neanche ci pensavo più - ha spiegato Antonella, in viaggio verso Tirrenia dove è una dei tecnici del centro federale che ha il compito di seguire i migliori talenti del nostro tennis - me lo hanno fatto notare in alcuni. E proprio Elisabetta mi ha mandato un messaggio dicendomi che aveva eguagliato questo mio piccolo primato». Felici entrambe, l’allieva e la maestra. Serra Zanetti a casa per partire con altre giovani atlete in tournee nell’Est Europa, Cocciaretto in rampa di lancio nel primo Slam junior stagionale: «Si è allenata bene questo inverno, è partita tranquilla perchè sapeva di stare bene e di potersi giocare le sue carte con determinazione. È una ragazza intelligente e talentuosa, ce l’ha fatta con impegno e sono convinta che si toglierà molte soddisfazioni».
Vent’anni fa in campo c’erano Antonella Serra Zanetti e Jelena Kostanic: «Ricordo con grande emozione quei momenti perché l’Australia è sempre stato il mio Slam preferito, non c’è dubbio. La gente è fantastica ma misurata, anche un giocatore riesce a vivere con tranquillità i momenti più tesi, riesci proprio a goderti la bellezza di stare a contatto coi più grandi del tuo sport, soprattutto quando sei giovane».
Antonella Serra Zanetti oggi è impegnata per ridare slancio al tennis italiano in rosa, ma l’impresa non è semplice: «A Tirrenia lavoriamo sodo tutto l’anno con atlete selezionate di età anche inferiore alla categoria juniores. Mi piace molto mettermi in gioco con questa fascia d’età, perchè per le ragazze è il momento della maturazione, è qui che devi fare la differenza. Sappiamo che veniamo da un periodo dove il nostro tennis ha prodotto mostri sacri come Pennetta, Errani e Vinci: è tempo di ricreare quel movimento d’elite, ma ci vorrà ancora un po’ di pazienza. Noi ci stiamo impegnando molto, giriamo il mondo, i risultati si vedono. So, come quando si andava in campo, che non si deve mollare. E io non mollo, nemmeno da allenatrice».
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