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Amadei e Sghedoni: «Noi ci siamo»

di Paolo Vecchi
Amadei e Sghedoni
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Amadei e Sghedoni

«Pronti affiancare due imprenditori giovani e seri come Galassini e Morselli per aiutarli a far rinascere un bel Modena» 

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Il dado è tratto. L’Impero Romano scende in campo al fianco di Paolo Galassini e Gianlauro Morselli, gli artefici del progetto Rosselli Mutina. Romano Amadei e Romano Sghedoni non hanno problemi ad ammettere il loro coinvolgimento e l’intenzione di collaborare per la rinascita di un Modena pulito, onesto e in grado di costruire una nuova bella storia. Saltiamo un po’ da Sassuolo, sede della Kerakoll, a Lentigione, roccaforte dell’Immergas, perchè sia Amadei che Sghedoni si prestano volentieri a fare quattro chiacchiere. Sghedoni le ha fatte al telefono anche con il sindaco Giancarlo Muzzarelli che voleva sapere se fosse tutto vero.

«Quando mi ha chiamato Romano - rivela mister Kerakoll - non ho potuto dire di no. Sono stato vicino a prendere il Modena dieci anni fa e il 1° febbraio compirò 80 anni: non posso essere io il futuro del Modena, ma darò una mano volentieri senza avere cariche. Io e Amadei faremo da chiocce a due ragazzi giovani di 50 anni che è giusto vadano avanti perchè hanno l’età per farlo. Vogliamo costruire una bella società composta da persone per bene e oneste. E sono pronto a fare la mia parte, l’ho confermato anche al sindaco Muzzarelli che mi ha chiamato, mettendo a disposizione esperienza e buon senso. Mi piacerebbe essere l’uomo che unisce il gruppo visto che sono il più vecchio».

Se Romano Sghedoni regala entusiasmo al telefono, Romano Amadei non è da meno. Scherza, ride, è di ottimo umore. Non vorrebbe troppo rumore, ma non si tira indietro: «Dimentichiamo il passato e vediamo di fare qualcosa per fare rinascere il Modena. Ho conosciuto Paolo Galassini e Gianlauro Morselli, sono due ragazzi bravi e volenterosi che sono già nel calcio. Metteremo qualcosa un po’ tutti per cercare di costruire una squadra che riesca a vincere. Perchè non basta il nome del Modena per vincere. C’è poco di razionale in tutto questo, ma vediamo di fare qualcosa».
 

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Lasciamo Lentigione e un Romano Amadei bello carico e torniamo a Sassuolo in casa Kerakoll. Perchè Romano Sghedoni ci spiega qualcosa in più: «Siamo appena all’inizio e stiamo buttando giù le basi. Era logico, visto che con Amadei si è deciso di fare qualcosa per il Modena, aiutare Galassini e Morselli. Ora dovremo incontrarci per la parte operativa e sono contento che con noi ci sia anche Doriano Tosi. L’importante è che il nuovo Modena, che non era mai finito così in basso, riparta con gente onesta con un programma di due o tre anni per risalire. Ci vorrà anche un po’ di fortuna, speriamo di far bene».

La conferma che Romano Amadei e Romano Sghedoni saranno tra gli artefici della ricostruzione del nuovo Modena appoggiando il progetto Rosselli Mutina e mettendo una grande esperienza da imprenditori vincenti, spalle robuste e un grandissimo entusiasmo a sostegno del progetto Rosselli Mutina di Galassini e Morselli illumina la scena della rinascita del Modena Calcio.

Romano Amadei, che ha continuato a fare calcio a Lentigione affiancato da Doriano Tosi, si appresta a tornare nel Modena del quale era stato presidente. Lo rilevò in due momenti dagli eredi di Gigi Montagnani conquistando le promozioni in serie B e in serie A della Longobarda. Mantenne il Modena in A per due anni e riprovò a riportarlo in paradiso nelle due stagioni successive con Pioli in panchina. Poi un brusco e traumatico divorzio sul quale ha deciso di metterci una pietra sopra. Per il bene del Modena, lo stesso che anima Romano Sghedoni che finalmente legherà il suo nome al Modena Calcio.

Paolo Galassini e Gianlauro Morselli avranno un enorme supporto alle loro spalle e non abbandoneranno mai la Rosselli Mutina e i protagonisti del miracolo che a fine anno potrebbe portare anche alla promozione in serie D (Greco e compagni sono secondi a tre punti dalla vetta nel girone A di Eccellenza), categoria dalla quale potrebbe ripartire il nuovo Modena. Il dado è tratto, i tifosi del Modena hanno qualcosa di importante in cui credere.


 

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