Iori sale sul tetto d’Italia
È d’oro nei 60 metri ad Ancona, argento Germini. Bronzo e rimpianti per Zlatan
Se Modena è sempre stata patria di mezzofondisti e saltatori, con atleti da tutta Italia che si sono fatti allenare a Modena dal prof Gigliotti e Renzo Finelli, nonché da Giuliano Corradi nell’alto, da oggi si intravede un orizzonte di velocisti che faranno parlare per molto tempo della Fratellanza.
Iori e Germini La celebrazione più bella di questo connubio si è vista nei 60 metri promesse con il titolo italiano vinto da Eleonora Iori, seguita dall’argento di Leonice Germini. Dopo aver passato il turno delle batterie in 7.63 (Germini) ed un più controllato 7.75(Iori), le due si sono ritrovate in semifinale dove hanno passato il turno correndo in 7.58 (miglior tempo di giornata della Iori) e 7.66 Germini. Poi è arrivata la finale: Iori non è partita benissimo, Germini invece è subito piombata in testa al rettilineo del Palaindoor di Ancona. La fase lanciata della Iori però è da manuale e così la modenese si è laureata campionessa italiana promesse con il tempo di 7.62 precedendo la Germini che ha conquistato l’argento in 7.67. Grande gioia per i colori giallo blu e per i rispettivi tecnici Mario Romano e Giampaolo Cellario. «Ho realizzato un grande sogno - ha detto la neo campionessa italiana Iori, al suo primo titolo in carriera - perché era da tempo che desideravo e rincorrevo questo oro. La cosa più bella è che non pensavo di correre così forte queste indoor quindi la sorpresa è stata doppia». «Ero venuta qui per salire sul podio - ha dichiarato Germini - e speravo di correre il personale per dimostrare di essere in crescita. C’è un pizzico di rammarico perché vedersi sfuggire l’oro a dieci metri dal traguardo è poco piacevole, ma Eleonora oggi è stata bravissima».
Zlatan bronzo nei 60 Non è stata una bella finale nei 60 metri promesse. Sembrava tutto perfetto al primo start, quando sia Freider Fornasari che Alexandru Zlatan erano usciti dai blocchi in maniera eccellente. Dopo 40 metri i giudici chiamano la falsa partenza di Fornasari (davvero dubbia) e quindi il modenese esce dalla scena con grande rammarico e delusione. Tornati sui blocchi ancora bella partenza di Zlatan ma c’è un movimento di un avversario che invita i giudici a chiamare la falsa partenza. Così per la terza volta gli atleti sono tornati sui blocchi e questa volta il reggiano è partito male, compromettendo la gara e terminando terzo in 6.74. Peccato anche per Matteo Ansaloni che in semifinale aveva corso in 6.95 risultando il primo dei non ammessi alla finale. In finale tra gli juniores è entrato Jeremy Caiumi che ha corso il personale in semifinale in 6.95 che gli è valso l’ultimo tempo di accesso concludendo poi al settimo posto (6.99).
Cozza e Purboo, niente podio
Ci si poteva aspettare una medaglia da Cesare Cozza nei 5.000 di marcia e soprattutto da Kevin Purboo nel salto in alto promesse dove il modenese in stagione era salito a 2,15, seconda misura in Italia. Cozza ha perso il treno per il podio lungo i 5.000 concludendo quinto in 20:52.14 a 24” dal podio. Solo settimo Purboo nel salto in alto: dopo aver valicato 2,02 si è fermato con tre errori a 2,05.
Altri risultati Nella prima giornata hanno corso i 15000 metri juniores Margot Basile e Chiara Tognin. Margot nella serie forte ha concluso all’ottavo posto con il tempo finale di 4:53.86 mentre Chiara ha tirato la prima parte di gara, calando poi nel finale terminando in 5:00.92. Nono Omar Stefani nei 1500 promesse, dove per due terzi di gara ha provato a rimanere attaccato alle posizioni da podio (4:01.99), personale eguagliato per Alessia Conciliano che ha corso la semifinale dei 60 metri in 7.80. Infine Bianca Mantovani ha saltato 5,25 nel lungo, Paolo Solieri ha valicato la misura di 4,25 nel salto in alto.
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