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Castelvetro/ La storia. Lessa Locko: «Grazie ai compagni ho fatto un gol agli ululati»

Castelvetro/ La storia. Lessa Locko: «Grazie ai compagni ho fatto un gol agli ululati»

«Sono venuto dal Gabon per studiare: per il calcio  ho lasciato l’università ma sono deciso a ricominciare» 

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CASTELVETRO In due anni e qualche mese in Italia c’è stato tempo per affinare la lingua anche se Rolphide Edmond Lessa Locko aveva studiano l’italiano nella sua Libreville, la capitale del Gabon. L’attaccante del Castelvetro, ben nove reti in stagione, nella giornata di domenica è stato suo malgrado protagonista di un episodio da stigmatizzare e parecchio.

Alcuni tifosi del Fiorenzuola, infatti, hanno pensato bene di bersagliarlo con ululati che non sono passati inosservati. Se ne è accorto ovviamente Lessa Locko, per tutti semplicemente Locko, che ha risposto sul campo. Ha risposto come meglio sa fare, con il gol:

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«Non nascondo che ero un po’ innervosito per tutto quello che mi stava succedendo – dice il ragazzo nato nel novembre ’96 – quello che è accaduto è un fatto nuovo per me, mai mi era capitata una cosa del genere da quando sono arrivato in Italia. Preziosi sono stati i consigli dei compagni e dell’allenatore. Mi hanno detto che il miglior modo di zittire quei cori era giocare, giocare come so fare. Gli ululati mi hanno dato una carica in più e così sono riuscito a segnare. Oggi, a distanza di qualche ora, quella rabbia è ormai svanita. Non ci penso più di tanto, ma comunque spero che non si ripeta più un fatto simile». Storia curiosa quella del calciatore gambiano arrivato in Italia per motivi di studio:

«Frequentavo Economia a Genova dopo aver imparato l’italiano e superano un apposito esame nel mio Paese d’origine. Allo stesso tempo ho conosciuto anche un procuratore che attualmente mi segue e che mi ha permesso di giocare a certi livelli. Prima la Massese, poi il Poggibonsi e ora il Castelvetro sempre nel campionato di serie D. Ho dovuto spostarmi tante volte e per questo ho rinunciato all’Università. Solo momentaneamente però, il mio obiettivo è quello di tornare a studiare».

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E magari approdare nel calcio dei professionisti: «Cerco di segnare più che posso per questo e per il Castelvetro che deve salvarsi». Nonostante la giovane età, Locko ha dovuto lasciare la famiglia in Gabon: «Mamma, due fratelli e due sorelle sono ancora a Libreville, mentre papà purtroppo non c’è più. Qui in Italia ho un cugino a Genova, ma in estate cerco sempre di fare ritorno a casa». E nella prossima visita potrà raccontare della disavventura di Fiorenzuola: «Ormai è passata. Non ci penso più, ma come detto mi dispiace per quello che è accaduto. Con i compagni e gli amici scherziamo su queste cose, siamo tra persone che si conoscono e non ci vedo nulla di male. Quegli ululati però non mi sono piaciuti…».

Enrico Ballotti
 

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