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Morselli e Galassini: «Chiuso con il Modena»

Morselli e Galassini: «Chiuso con il Modena»

«Non abbiamo preso nessun impegno formale, solo contatti conoscitivi Il nostro unico progetto è quello della Rosselli Mutina di importanza assoluta»

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«In merito alle notizie di stampa pubblicate negli ultimi giorni dalle testate giornalistiche locali, le figure imprenditoriali di riferimento della Rosselli Mutina Gian Lauro Morselli e Paolo Galassini intendono precisare quanto segue.

La serie di contatti maturati dopo l’incontro in municipio del 19 gennaio, tra diversi interlocutori privati e pubblici, con l’obiettivo di favorire la “rinascita” del Modena calcio e su sollecitazione dell’amministrazione comunale, è stata di tenore esclusivamente conoscitivo. Si è sviluppato un discorso tra diversi soggetti accomunati da un obiettivo: impegnarsi, con notevole sforzo personale ed economico, per la nascita di un “nuovo Modena”, una realtà che i sostenitori ma soprattutto la città merita. Il percorso tra le parti ha avuto un approccio e un’articolazione che non hanno mai superato il piano informativo e non c’è mai stata alcuna formalizzazione degli intenti sul Modena calcio, pur essendo condivisi.

A seguito di una attenta valutazione della situazione, Galassini e Morselli hanno valutato di non impegnarsi in un progetto formale e di restare estranei alle ipotesi sulla creazione di una eventuale realtà sportiva del Modena calcio; lo stesso discorso tra le parti è rimasto allo stato embrionale e quindi qualsiasi valutazione, e ugualmente ogni tipo di speculazione, risultava e a maggior ragione risulta prematura. Morselli e Galassini rimarcano come l’unico progetto sia ora quello della Rosselli Mutina che resta evidentemente centrale e di importanza assoluta. Si sottolinea come, compiendo un passo indietro rispetto a ogni possibilità citata sulla stampa, l’auspicio rimane che anche altri nuovi soggetti possano impegnarsi per il bene di una nuova realtà sportiva a Modena».

Subito il comunicato di Paolo Galassini e Gian Lauro Morselli per dare la notizia che i due patron della Rosselli Mutina si tolgono dalla scena e rinunciano a rifondare il Modena Calcio per dedicarsi anima e corpo alla Rosselli Mutina. Ma non debbono smentire la stampa Galassini e Morselli: lo capiamo, ci mancherebbe, ma i primi che debbono smentire sono Romano Amadei e Romano Sghedoni, gli uomini che hanno fondato due imperi come Immergas e Kerakoll e che alla veneranda età di 80 anni erano scesi ufficialmente in campo indicando proprio in Galassini e Morselli i partner che avrebbero sostenuto per la ricostruzione del nuovo Modena con la benedizione dell’amministrazione comunale. Dal quel 19 gennaio citato nel comunicato si è verificato un incontro tra Amadei, Galassini e Morselli in cui sono state gettate le basi per la costituzione di una società con Amadei, un amico dell’ex presidente e Romano Sghedoni al fianco di Galassini e Morselli. Una o due quote sarebbero state a disposizione di altri eventuali partner del duo della Rosselli già affiancati da Carmelo Salerno. Nessun accordo formale - e non l’ha mai detto e scritto nessuno - ma altri due incontri mercoledì: il primo in casa Kerakoll tra Sghedoni, Tosi e Amadei e il secondo, plenario, subito dopo da Usco con il primo contatto diretto tra Sghedoni, Galassini e Morselli. Prima un continuo e costante scambio di informazioni via mail e contatti tra Tosi e Vittorio Cattani (Rosselli). Doriano Tosi sarebbe stato il riferimento tecnico della società, Luca Toni, coinvolto da Galassini e Morselli, il futuro presidente, soluzione non proprio gradita, ma comunque accettata da Amadei. Il quale, coinvinto che tutto fosse a posto, chiedeva che si passasse dalle parole ai fatti con la sottoscrizione di un patto sociale a cinque per poi presentarsi alla città, chiedere il gradimento del sindaco Muzzarelli e iniziare a lavorare sulla costruzione del Modena.

Entusiasmo alle stelle di Amadei e Sghedoni, frenata del duo Rosselli Mutina: Amadei abbandona il tavolo e con lui il suo socio facendo mancare 400mila euro (200 suoi, 200 dell’amico) dal piatto. Sghedoni decide invece di continuare nel progetto anche se non prende benissimo l’abbandono di Amadei che lo aveva trascinato nell’avventura in un pranzo alla luce del sole in un ristorante di fronte alla Kerakoll. Galassini e Morselli, che avevano già emesso un altro comunicato in precedenza escludendo ogni loro coinvolgimento tra lo stupore di Amadei, ieri hanno replicato ammettendo qualcosa in più, ma senza mai citare Amadei, Sghedoni e Tosi come che non fossero mai esistiti e solo un’invenzione della stampa.

Il nuovo Modena poteva rinascere con una compagine forte, su iniziativa di Galassini e Morselli e sostenuto dalle spalle robuste di Amadei e Sghedoni che, intervistati per due volte dalla Gazzetta, hanno sempre confermato senza mai smentire e con entusiasmo l’operazione in corso. Non sarà così, Morselli e Galassini si tolgono da una scena nella quale, dicono di non essere mai entrati se non superficialmente. Forse l’intento è quello di spegnere la luce dei fari puntati sulla Rosselli Mutina impegnata a conquistare la promozione in serie D, categoria dalla quale potrebbe ripartire il nuovo Modena; forse è una strategia per prendere tempo, ricucire gli strappi e riprovarci; stando al comunicato è la fine di un progetto che poteva garantire una rinascita importante del Modena e che bastava annunciare. Il Braglia non sarebbe solo stato l’attuale campo di gioco della Rosselli Mutina, ma probabilmente avrebbe progressivamente ospitato qualche tifoso in più e aiutato i ragazzi di Notari a raggiungere l’obiettivo.

Paolo Vecchi

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