Razzoli: «Come in un sogno»
L’attaccante classe 1999 della Rosselli ha già messo a segno sette gol in Eccellenza
E’ una Rosselli che ama il brivido quella di quest’ultimo scorcio di Eccellenza: dopo il pari agguantato al 93’ col fanalino di coda Casalgrandese, ecco la vittoria al 94’ sul campo del Pallavicino. Così come è da brividi la stagione che sta vivendo uno dei giovani della rosa di Bob Notari: Matteo Razzoli, 18 anni da poco compiuti (è nato il 6 novembre ’99). Se infatti il rigore decisivo di domenica l’ha infilato Cozzolino, le precedenti due reti del 3-2 finale sono state sue. Per un totale di sette, cifra importante per un ragazzo che punta di ruolo non è. E che oltre tutto si sta rivelando quasi indispensabile: sarà forse un caso, ma nella giornataccia contro la Casalgrandese lui non c’era per squalifica… “Quello che mi sta capitando - dichiara Razzoli - va al di là non solo delle più rosee aspettative, ma forse anche dei sogni. Basti dire che a fine luglio non sapevo ancora se avrei fatto la preparazione con la prima squadra o la juniores. Poi la società mi ha concesso l’opportunità di fare il salto; io ho cercato di giocarmela al meglio, sono piaciuto a mister Notari e penso francamente di essere cresciuto molto da agosto a oggi come giocatore. Scoprendo, tra l’altro, questa attitudine al gol che non credevo di avere: sette reti in un campionato non li avevo mai fatti anche nelle giovanili…”. Un Bob Notari che ha avuto l’intuizione forse decisiva di cambiargli ruolo. “All’inizio - spiega Matteo - il mister mi vedeva più come mezzala, del resto io sono sempre stato un centrocampista; poi contro il Salsomaggiore ha provato a impiegarmi un po’ più avanti e da lì, o come esterno o come trequartista, non mi sono più mosso. Devo molto a lui, ma anche a tutti i miei compagni, in primis quelli più esperti che nonostante fossi un aggregato alla rosa mi hanno subito accettato nel gruppo e fatto sentire uno di loro dandomi tanti consigli. E non parliamo di gente qualunque: Beppe Greco qualche anno fa lo andavo a vedere dalle tribune col Modena, e ora ci gioco al fianco…”. Giusto riconoscimento per questa stagione, l’essere diventato punto fermo della selezione juniores regionale. “Anche l’essere nella rappresentativa – dice – è una grande soddisfazione ed un’altra grande occasione per crescere. Anche dal mister Davide Grillenzoni (ex tecnico di Finale e Mirandolese nds), che caratterialmente sento affine a Notari, sto ricevendo molto”. Impossibile, in un’annata del genere, non farsi qualche pensierino per il futuro. Ma Matteo, da ragazzo con la testa sulle spalle qual è (l’ottimo profitto con cui frequenta il quinto anno dello scientifico al Tassoni lo conferma), non si lascia prendere la mano. “La mia fortuna – sono le sue parole- credo sia stata paradossalmente il non aver mai militato nel vivaio di un club professionistico. Dal punto di vista tecnico-tattico avrò forse perso qualcosa, ma così non sono mai caduto nell’illusione diffusa che si possa sfondare solamente con la tecnica, mentre decisivi credo siano soprattutto la grinta e la voglia di migliorarsi. Le ambizioni ci sono, ma è importante restare coi piedi per terra”.
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